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La Ragazza del Treno | Dal libro di Paula Hawkins ad Emily Blunt: la storia dietro il film

Tre donne, tre punti di vista: Tate Taylor e il suo thriller psicologico dai risvolti inaspettati

La Ragazza del Treno
La Ragazza del Treno

MILANO – Uno dei thriller psicologici più interessanti dell’ultimo decennio? La ragazza del treno, adattato per il cinema nel 2016 da Tate Taylor e interpretato da Emily Blunt e Luke Evans. Il film, infatti, è tratto dalla penna di Paula Hawkins, in grado di dare vita ad un concentrato di suspense e mind games che fanno presa sulla mente di chi segue la storia. Intrecciando i punti di vista delle tre donne principali, Rachel, Megan e Anna, Paula Hawkins tesse una tela in cui tutti i personaggi, in un modo o nell’altro, sono collegati fra loro. L’inizio, almeno per la protagonista Rachel, non è dei più entusiasmanti: recentemente divorziata, divorata dai problemi di alcolismo, vive una vita monotona e senza colori.

Emily Blunt è Rachel Watson
Emily Blunt è Rachel Watson

Estremamente lontana dalle protagoniste dei precedenti romanzi rosa dell’autrice, che proprio con La ragazza del treno si addentra nell’oscura scena thriller. Conosciamo Rachel su quel vagone che, come ogni mattina, la porta da Ashbury a Londra. L’evoluzione del personaggio in relazione alle vicende è a dir poco affascinante: una lotta contro i suoi demoni che la farà scendere a patti con la sua vita. Ma la strada è ancora lunga, e almeno per il momento Rachel vorrebbe essere Megan. La vede ogni giorno dal treno, la scruta in casa con il fidanzato, e la quotidianità della giovane coppia diventa la sua ossessione, fantasticando sulla vita di quei due, perfetti, felici e innamorati. Esattamente l’opposto di quello che è lei.

Luke Evans e Haley Bennett
Luke Evans e Haley Bennett nel film

Un susseguirsi di rivelazioni e colpi di scena mettono a nudo i personaggi, che si rivelano essere molto diversi da ciò che sembra. La stessa Rachel, screditata da tutti per i suoi problemi con l’alcol e giudicata inaffidabile, arriva perfino a dubitare di sé stessa. E quando Megan scompare, i fatti del La Ragazza del Treno prendono una piega inaspettata: Rachel ha visto qualcosa, ma per i continui blackout di memoria, non ricorda nulla. In un gioco di sguardi architettato alla perfezione, tutto ruota intorno alle apparenze, all’abisso che divide ciò che si vede e la realtà che vi si cela dietro, sullo sfondo di un’atmosfera inquietante, dove si avvertono dettagli strani che stonano con il resto. Un insieme che si ritrova, anche se con meno efficacia rispetto a libro, nella sua versione cinematografica.

Sul set de La Ragazza del Treno
Sul set de La Ragazza del Treno

Paula Hawkins ha dichiarato che il suo interesse era mostrare un personaggio femminile che non fosse un’eroina, ma piuttosto una donna complessa e imperfetta. Il risultato è una tenue ma efficace rappresentazione “del ruolo della donna nella società”, regolato da pregiudizi e luoghi comuni. Per questo, è molto abile nel rivendicare, su tutto, la possibilità di riscatto per la sua protagonista. Nel momento in cui Rachel riesce a prendere in mano la sua vita e a tirarne le fila con lucidità, ha finalmente la possibilità di agire e diventa parte di quelle vite che fino ad allora aveva solo potuto osservare da lontano. E alla fine lo dimostrerà: finalmente tutti vedranno che anche lei è molto più di quello che sembra.

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