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La ragazza dei tulipani, la storia vera e quel ritratto di Alicia Vikander

Amsterdam e Vermeer, Christoph Waltz, Dane DeHaan e il libro scritto da Deborah Moggach

«M'ama o non m'ama?». Alicia Vikander ne La ragazza dei tulipani.

ROMA – Il romanticismo, si sa, preferisce il mito alla realtà, ama più la leggenda dei fatti, che spesso sono crudi e non ammettono replica alcuna. Nel caso de La ragazza dei tulipani, che prima di essere un film, fu un bel libro firmato da Deborah Moggach, Il sogno dei tulipani (in Italia edito da Garzanti) la storia d’amore tra Sophia Sandvoort (Alicia Vikander prima di diventare Lara Croft) e Jan Van Loos (Dane DeHaan, sempre troppo sottovalutato) è così raccontata in maniera differente da come in realtà andavano le cose nella Amsterdam del 1636, capitale della finanza mondiale, una città dove i soldi scorrevano a fiumi e il culto del denaro si accompagnava a quello della bellezza.

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Christoph Waltz e un dipinto di Frans Hals. Somiglianze? Fonte. Arthive

E quindi ecco che un mercante come Cornelis Sandvoort alias Christoph Waltz – sempre cattivo anche se non c’è il socio Tarantino – può comperare la bellezza, allo stesso modo in cui compera un bene materiale. Ma chi era davvero il pittore Jan van Loos? Ed è esistito veramente? Deborah Moggach – appassionata d’arte, di Vermeer nonché anche l’autrice del libro dietro Marigold Hotel – disse al tempo dell’uscita che quelle pagine uscirono come riflesso della sua passione per il periodo e come conseguenza della voglia di raccontare un amore impossibile. Vero? Eppure ad Amsterdam un Jacob van Loo ci fu veramente. Dov’è la verità?

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Alicia Vikander a confronto con un quadro di Hendrick Cornelisz van Vliet. Fonte Arthive

Quando uscì il film ci pensò però Arthive, una bella realtà e comunità di artisti e pittori, a cercare di risalire alla verità e, in parte, ci riuscì come potete vedere dalle immagini qui sopra e sotto in cui singoli frame de La ragazza dei tulipani vengono messi a confronto con veri dipinti, da Hendrick Cornelisz van Vliet a Frans Hals. Ma ovviamente il personaggio che sarebbe davvero esistito è quello interpretato da Dane De Haan: Jacob van Loo – qui sotto in un autoritratto – era una figura che si muoveva nella Amsterdam del 1636, un pittore molto noto per i suoi personaggi intenti a conversare e per la qualità dei suoi nudi femminili.

Dane De Haan a confronto con il vero Jacob van Loo.

Padre di sei figli più che donnaiolo impenitente, in realtà dovette fuggire da Amsterdam però apparentemente per altri motivi, non passionali: nel 1660, van Loo fuggì dall’Olanda dopo aver pugnalato a morte un uomo durante un litigio in una locanda. Sceneggiato da un drammaturgo come Tom Holland, il film restituisce parte della verità, ma rimane il dubbio su quelle pagine di Deborah Moggach: qual è la leggenda e quali sono i fatti? Dov’è il mito e dove la realtà? Come dicevamo all’inizio di questo articolo: il romanticismo la sua risposta l’ha già data…

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