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Mike Judge, il futuro e la terrificante attualità di Idiocracy

Una sconcertante previsione e una commedia visionaria e destabilizzante. Un consiglio? Rivedetela…

Idiocracy
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MILANO – Nostradamus aveva predetto l’attacco alle Torri Gemelle, Arthur C. Clarke aveva previsto i tablet e il Polpo Paul aveva azzeccato i risultati dei Mondiali del 2010. Nel futuro, forse Mike Judge sarà considerato uno dei più grandi profeti per la sua previsione, risalente al 2006, dello stato dell’umanità negli anni a venire. In Idiocracy, co-diretto con Ethan Cohen e con Terry Crews e Dax Shepard, Judge mette in scena attraverso la satira e la commedia un futuro che dovrebbe essere distopico ma che in realtà si aggancia molto più alla realtà di quanto non voglia far credere.

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Dax Shepard, Luke Wilson e Maya Rudolph

Un archivista militare e una prostituta si offrono come volontari per un esperimento criogenico per cui dovrebbero rimanere addormentati un anno, ma per una serie di sfortunati eventi non vengono svegliati e si destano solo cinquecento anni dopo. Tutti abbiamo immaginato almeno una volta come sarebbe se ci ritrovassimo all’improvviso catapultati nel futuro. Cosa troveremmo? Come saranno cambiati il mondo e la razza umana? Beh, per Mike Judge, il tasso di natalità delle persone con un quoziente intellettivo elevato è stato azzerato e il mondo è popolato e governato unicamente da “idioti”, che hanno dato vita a una vera e propria idiocrazia.

Idiocracy
L’epoca moderna?

Molto più rilevante oggi di quanto non lo era allora, Idiocracy è un commentario satirico sul mondo in cui viviamo e su un essere umano alla deriva, che sta diventando sempre più stupido. La sua previsione è riuscita a catturare un futuro le cui trasformazioni sono già in atto, e le ha portate a limiti estremi. Mike Judge, la cui carriera è avvezza al genere della satira (e basta ricordare Office Space o la serie televisiva Silicon Valley), gioca su luoghi comuni e pericolose ideologie di classe – come il fatto che i ricchi siano più intelligenti dei poveri, meno istruiti – che colpiscono ora i democratici, ora i repubblicani e i centristi, ma come nelle commedie satiriche che funzionano non si offre di propinare soluzioni o giudizi.

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L’albero genealogico

Tuttavia la sua fotografia del futuro è così sfacciata che necessariamente ci si interroga su tutto ciò che è implicito. Vediamo ad esempio una coppia intelligente e ben istruita decidere di non avere figli mentre un’altra coppia, con una qualità di vita inferiore, mettere al mondo un figlio dietro l’altro, decretando così il futuro genetico del paese. Lo spettatore dovrebbe capire che le persone con una scarsa istruzione non dovrebbero avere figli? L’involuzione, è il caso di dirlo, mostrata da Judge si può considerare, a modo suo, un esempio di eugenetica.

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Il Presidente degli Stati Uniti?

Oggi il dibattito intorno a Idiocracy si è fortemente riacceso, in parte perché alcuni sostengono che il suo futuro sia già arrivato, in parte perché per molti alcune delle dinamiche che regolano quel futuro si sono già innescate. In particolare la descrizione di quell’America che ha portato Trump ad essere presidente. E al di là delle considerazioni e i richiami che si possono (non) vedere sul nostro presente, Idiocracy rimane un’opera geniale, spiazzante e visionaria, ed è terrificante.

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