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Esprimi un desiderio, la recensione: Angioni e Abatantuono tra vecchietti terribili e smartphone buttati

La commedia di Volfango De Biasi trasforma lo scontro generazionale in un incontro: un invito a rallentare, ridere e riscoprire desideri autentici.

Max Angioni e Diego Abatantuono in una scena di Esprimi un desiderio
Max Angioni e Diego Abatantuono in una scena di Esprimi un desiderio

ROMA – Cosa succede quando un trentenne spaesato e casinista si ritrova catapultato in una residenza per anziani, circondato da un gruppo di vecchietti terribili? Nasce Esprimi un desiderio, il nuovo film di Volfango De Biasi, che trasforma lo scontro generazionale in un incontro inatteso, capace di far sorridere e, allo stesso tempo, di offrire una prospettiva diversa sul senso di appartenenza e comunità.

Al centro l’inedita coppia formata da Max Angioni, al suo debutto cinematografico, e Diego Abatantuono. Il primo è Simone, giovane irrequieto e un po’ cafone, condannato ai lavori utili in una casa di riposo. Il secondo è Ettore, ex imprenditore vinicolo, burbero e schivo, che guida un gruppo di arzilli pensionati. Due mondi lontanissimi, due linguaggi apparentemente inconciliabili, che però finiscono per scoprirsi complementari.

Presentato al Giffoni Film Festival e ora in sala con Notorious Pictures, il film sceglie i ritmi della commedia classica intrecciandoli a temi più contemporanei. «In questo momento così tetro c’è bisogno di un po’ di allegria», ha spiegato De Biasi in conferenza. Dietro le gag, però, resta un sottotesto serio: la necessità di riscoprire il dialogo tra generazioni e di rimettere al centro la voce degli anziani, troppo spesso relegati ai margini.

Fondamentale anche il contrasto tra digitale e analogico: smartphone messi da parte, social lasciati sullo sfondo, emozioni e desideri che tornano al primo piano. È qui che il film trova la sua voce più autentica, come invito a rallentare e a vivere davvero, senza filtri.

Attorno ai protagonisti, un cast corale che dà vita a Villa Meraviglia: da Giorgio Colangeli a Maria Grazia Cucinotta, da Marco Messeri a Nunzia Schiano fino a Herbert Ballerina. Esprimi un desiderio non ambisce a rivoluzionare il genere, e in alcuni passaggi resta forse troppo fedele alla tradizione. Ma funziona quando punta dritto al cuore: ricordarci che non è mai troppo tardi per esprimere un desiderio, e che anche nello scontro può nascondersi l’inizio di un incontro.

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