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Batman in Armenia: Christian Bale, The Promise e l’ultima canzone di Chris Cornell

Il genocidio, il passato e l’addio: finalmente disponibile il film a cui collaborarono l’attore e il cantante

Christian Bale con Chris Cornell all'anteprima di The Promise il 13 aprile 2017. Un mese dopo Cornell sarebbe morto.

«La verità? Sono sempre sull’orlo di mollare tutto. Poi ci ripenso e mi dedico completamente a un nuovo progetto. Perdendomi di nuovo». Christian Bale, si sa, non ha mai amato le mezze misure, non ha mai seguito un percorso lineare o prevedibile. Spulciate nella sua filmografia, al limite della schizofrenia, e troverete blockbuster da 200 milioni di dollari come il Batman di Nolan e pellicole minori di Zhang Yìmou, western e peplum, opere di Terrence Malick, Werner Herzog e Michael Mann a fianco di azzardi hollywoodiani come Terminator Salvation. «Perché? Ma perché per me il cinema è una forma di conoscenza», spiegò qualche anno fa, giustificando la scelta delle pellicole girate, «e proprio per questo ho deciso di girare The Promise: per la mia ignoranza».

Christian Bale con Joe Berlinger sul set di The Promise. Foto di Jose Haro.

Perché ignoranza? Perché Bale, per sua stessa ammissione, non aveva idea di cosa fosse il genocidio armeno, di cosa fosse accaduto in Turchia nel 1915. Classe 1974, nato e cresciuto a Haverfordwest, diecimila anime perdute in Galles (stesso paesino di un altro folle: Rhys Ifans), Bale in trent’anni di cinema ha compiuto un percorso irregolare, imprevisto, spesso vicino al deragliamento, e forse proprio per questo a un certo punto si è trovato tanto vicino a un altro fuoriclasse irregolare come lui: Chris Cornell, uno dei re indiscussi del grunge, cantante e leader dei Soundgarden, quasi un fratello maggiore (era di dieci anni più vecchio) che per The Promise ha scritto la canzone omonima, poi inserita nella colonna sonora (potete ascoltarla qui sotto) con tanto di video e immagini prese dalla pellicola diretta da Terry George.

Nessuno però, tantomeno Bale, poteva immaginare che quella sarebbe stata una delle ultime cose scritte da Cornell, l’ultimo atto di una vita che stava finendo: l’attore e il cantante si sarebbero visti il 13 aprile 2017, a Hollywood, sul red carpet della prima del film, ma poco meno di un mese dopo, il 18 maggio a Detroit, dopo un concerto, Cornell si sarebbe suicidato. A soli 52 anni. «La canzone che ho scritto per The Promise», aveva spiegato pochi giorni prima della morte, «è un monito per ricordare a tutti che quello che è accaduto cento anni fa può succedere ancora, per questo la canzone non ha età, non è arrangiata con strumenti tipici dell’epoca: perché in realtà parla anche di oggi, esattamente come il film». 

Christian Bale, Chris Cornell e la figlia Toni la sera dell’anteprima di The Promise.

Ma di cosa parla The Promise, che ora arriva finalmente su CHILI dopo non essere mai nemmeno passato per la sala in Italia? Ambientato in Turchia durante gli ultimi giorni dell’Impero Ottomano, il film racconta di un triangolo amoroso tra Michael Boghosian (Oscar Isaac), un brillante studente di medicina, la bellissima e sofisticata Ana (Charlotte Le Bon), e Chris Myers (Bale), un rinomato giornalista americano di base a Parigi. Le loro vite verranno sconvolte dal genocidio armeno e dalle conseguenze di tutto quello che vedranno accadere davanti ai loro occhi.

Christian Bale con l’attrice francese Charlotte Le Bon in una scena di The Promise.

Presentato a Toronto nel settembre del 2016, poi arrivato negli Stati Uniti il 21 aprile del 2017, dopo l’uscita di The Promise e la morte di Cornell è stato lanciato in onore del cantante un hashtag, #KeepThePromise, per devolvere gli incassi del singolo ai profughi di guerra, esattamente come aveva chiesto lo stesso Cornell. Per riuscirci è stato anche montato un video – che potete vedere qui sotto – in cui attori come Tom Hanks, Josh Brolin e molti altri ricordano la promessa fatta dal cantante. Bale – sconvolto dalla morte di Cornell – appare nel video e fu tra i primi a dare l’ultimo saluto al cantante alla cerimonia funebre tenuta a Los Angeles il 26 maggio 2017. «And one promise you made, one promise that always remains. No matter the price, a promise to survive…».

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