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Una sorpresa da Oscar: Luca Guadagnino e Chiamami col tuo nome

Dopo le tre candidature ai Golden Globe, sarà pioggia di nomination?

In attesa dell’uscita nei cinema del controverso remake di Suspiria con tanto di colonna sonora di Thom Yorke dei Radiohead, Luca Guadagnino il prossimo 25 gennaio porterà (finalmente) in sala anche in Italia Chiamami col tuo nome, pellicola incentrata sull’amore tra due ragazzi e tratta dall’omonimo romanzo dello scrittore André Aciman, in Italia edito da Guanda. Candidata ai Golden Globe in ben tre categorie (miglior film drammatico, miglior attore Timothée Chalamet e miglior non protagonista a Armie Hammer) all’interno di un viaggio che ha toccato il Sundance e poi Berlino e Londra, l’opera di Guadagnino sta salendo vorticosamente nelle quotazioni per i prossimi Oscar tanto che potrebbe finire sia nella cinquina degli attori che della regia.

LA TRAMA

Nell’assolata estate lombarda del 1983, il diciassettenne Elio trascorre le giornate coltivando la sua grande passione per la musica, arte nella quale dimostra un indiscutibile talento. Suo padre, professore all’università, è invece in attesa di uno studente universitario americano che sarà ospite in casa loro, una lussuosa villa risalente al XVII secolo, allo scopo di scrivere insieme la sua tesi. Quando arriva il ventiquattrenne e affascinante Oliver, Elio inizia a provare per lui una forte attrazione che, da una semplice amicizia, si trasformerà presto in un amore appassionato e travolgente. Ambientato tra le province di Cremona e Bergamo, Chiamami col tuo nome è l’incantevole resoconto di un estate che rappresenta la crescita personale di un adolescente, vissuta attraverso la sua prima, tormentata e passionale storia d’amore.

IL CAST

Nel ruolo di Elio, il talentuoso Timothée Chalamet, giovane attore americano apparso in diversi film, fra i quali Interstellar di Christopher Nolan, ma accanto a lui, nella parte dell’amico e amante Oliver, ecco Armie Hammer che dopo molti blockbuster e qualche flop (leggi The Lone Ranger) sta vivendo una seconda vita artistica proprio grazie al film di Guadagnino. Fondamentale anche la colonna sonora, interamente scritta da uno dei cantautori preferiti del regista: Sufjan Stevens.

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