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L’Opinione | Il prezzo delle bugie e l’elogio del sacrificio: perché vedere Chernobyl

La serie HBO rievoca il disastro nucleare del 1986. Il risultato? Una visione che lascia senza parole

Chernobyl: una scena della serie HBO
Una scena di Chernobyl

MILANO – Lo scorso anno The Terror, la serie rivelazione di David Kajganich ispirata alla spedizione perduta di Franklin – partiva da un evento reale per infondervi elementi horror e soprannaturali. Un terrore invisibile che vedeva protagonisti i 129 uomini a bordo delle due navi di esplorazione della Royal Navy che mai fecero ritorno a casa. Tra i protagonisti, il comandante Francis Crozier interpretato da Jared Harris. L’attore britannico che oggi ritroviamo nella miniserie HBO Chernobyl – dal 10 giugno su Sky Atlantic – nel ruolo di Valery Legasov, il Vicedirettore dell’istituto dell’energia atomica Kurchatov chiamato dal Cremlino a far parte della squadra che gestì il disastro nucleare.

Chernobyl: una scena della serie HBO
Jared Harris e Emily Watson in una scena di Chernobyl

Quello avvenuto all’1:23 del 26 aprile 1986 presso la centrale nucleare V.I. Lenin, nell’Ucraina Sovietica, quando, durante un test di sicurezza che portò all’aumento incontrollato della potenza e del calore, esplose il nocciolo del reattore 4. E ciò che raccontano i cinque episodi scritti da Craig Mazin (Una notte da leone 2 e 3) e diretti da Johan Renck (suo è il video per Lazarus di David Bowie) è il confronto – drammatico – con un altro terrore impalpabile che ha cambiato il corso della storia e le vite di milioni di uomini e donne. La paura e l’orrore di «proiettili invisibili», le radiazioni, che, secondo i dati ufficiali diramati dal governo, uccisero trentuno persone al fronte delle stime reali che oscillano tra le 4.000 e 93.000.

Chernobyl: una scena della serie HBO
Una scena della serie HBO

Dopo cinque anni di ricerche da parte di Mazin, Chernobyl arriva in un momento storico in cui la cronaca di quella notte e i successivi sviluppi hanno un eco simbolico nella nostra quotidianità. Perché? Per il racconto, in epoca di fake news e rigurgito di ideologie – di un’Europa divisa e la ricostruzione di un abuso di potere da parte di autorità che decisero – deliberatamente – di mentire al proprio popolo e al resto del mondo. «Il nostro obiettivo è la felicità di tutto il genere umano» recita uno striscione di propaganda in uno dei tanti paesini fantasma in cui sono rimasti solo cani e gatti da abbattere.

Attraverso il personaggio di Legasov, del Vicepresidente del consiglio dei ministeri Boris Shcherbina (Stellan Skarsgård) e della scienziata Ulana Khomyuk (Emily Watson), Chernobyl racconta le storie di uomini e donne (stra)ordinari che sacrificarono la loro felicità e la loro vita in nome della possibilità del futuro altrui. L’elogio del sacrificio di cittadini comuni rimasti anonimi per oltre trent’anni, la contrapposizione tra le azioni più basse e alte di cui l’uomo può essere capace. Anticipata dallo score più alto mai registrato su IMDB per una serie tv dopo la messa in onda di soli tre episodi – un punteggio di 9,7 rispetto ai 9.5 e 9. 4 di Breaking Bad e Il Trono di SpadeChernobyl merita tutto il suo successo.

Chernobyl: una scena della serie HBO
Una scena di Chernobyl

A dimostrazione, ancora una volta, che a determinare la qualità di una produzione non è la grandezza dello schermo ma il suo contenuto. E la mini-serie firmata da Craig Mazin è tra le cose migliori che vedrete quest’anno. Una serie attraversata da generi diversi, tra cui sequenze influenzate dalla regia di videoclip di Renck – esemplare quella magnifica e terrificante in cui gli abitanti di Pryp”jat’ vengono contaminati dalle scorie dell’incendio del reattore 4 – e dalle musiche di Hildur Guðnadóttir.

La compositrice islandese – già collaboratrice di Jóhann Jóhannsson in Arrival e presto firma della score di Joker – realizza una colonna sonora spettrale, fatta di synth e suoni distorti, percussioni metalliche e cori cupi, rafforzata dalla fotografia livida di Jakob Ihre. In molti si sono chiesti da dove sarebbe potuta ripartire la HBO dopo la fine de Il Trono di Spade. La risposta è davanti i nostri occhi. Chernobyl, con la sua scrittura rigorosa e la potenza delle immagini, la ricostruzione storica e il dramma umano, scuote e infuria, commuove e lascia sgomenti. «Qual è il prezzo delle bugie?».

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Qui potete vedere il trailer di Chernobyl:

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