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Batman 80 | Bruce Wayne non sarebbe il Cavaliere Oscuro senza New York

L’uomo-pipistrello creato da Bill Finger e Bob Kane fa di Gotham City l’elemento fondamentale

NEW YORK – Si muove come un ninja e ha il cervello di uno scienziato. Eppure, l’unico elemento che gli è stato fondamentale per farlo rimanere vivo negli ultimi ottant’anni è, forse, il suo spirito newyorkese. Infatti, il background di Batman – dall’aurea del cavaliere oscuro fino alle persone che salva e addirittura il famoso edificio in stile Art Deco su cui si appollaia – proveniva dalla reale quotidianità di Gotham City, rivista in chiave oscura e pericolosa. I newyorkesi, dunque, hanno contribuito al personaggio attraverso la loro caratterizzazione, in una città che ha agito da fil rouge, raccontando le storie del supereroe. «New York ha plasmato il mito di Batman in un modo straordinario», ha detto Paul Levitz, nativo di Brooklyn ed ex editore della DC Comics. «Tutto ciò che è unico della città è stato aggiunto a questa dinamica».

Gotham/New York City, in una strisca di Batman

E proprio quest’anno, DC Comics, celebra il grande anniversario del Cavaliere Oscuro con la nuova copertina speciale Detective Comics: 80 Years of Batman, che racconta diversi episodi della sua lunga serie di avventure. Quando Bill Finger e Bob Kane introdussero per la prima volta il cavaliere oscuro sulla copertina e sulle pagine del #27 di Detective Comics il 30 maggio 1939, il tasso di criminalità urbana era, nemmeno a dirlo, alto. Un posto quasi inospitale, se messo al confronto con quella che è, oggi, New York. Infatti il pubblico desiderava evadere dalla propria realtà attraverso media e intrattenimento. Specialmente i fumetti, secondo Levitz. «Era un periodo piuttosto difficile per la città e l’idea di un eroe che potesse intervenire in quel mondo e fare la differenza è stata un’evoluzione naturale», ha continuato l’editore.

La Gotham elettronica di Christopher Nolan

Batman e il suo mondo sono diventati più fantasiosi durante gli Anni Cinquanta e Sessanta, se consideriamo anche lo show televisivo di Adam West del 1966. Ma i fumettisti e gli artisti di New York non si sono certo dimenticati del ruolo della Grande Mela. L’influenza della metropoli ha fatto un grande ritorno quando il personaggio è tornato alle sue radici più oscure negli Anni Settanta, nel periodo in cui la città stessa era diventata ancora più pericolosa. Marv Wolfman, di Brooklyn, che scrive le storie di Batman dal 1971, ha detto che all’epoca si cominciava a porre l’accento su Gotham City come personaggio, mescolando elementi di fantasia con eventi e simboli della città.

Il Rockfeller Center rivisto da Anton Furst e Tim Burton in Batman

Ad esempio, la Statua della Libertà è rappresentata dalla Statua della Giustizia, e la Wayne Manor si trovava in un sobborgo simile a Westchester. «Per me, Gotham era dalla 14esima strada in giù», ha aggiunto. «Qualunque cosa esistesse nella vita reale la utilizzavo perché stavo cercando di dare una certa credibilità al racconto. Ho preso ciò che la gente conosceva e ne ho fatto la versione di Gotham City, ovviamente più oscura e cruda». Anche i produttori che hanno dovuto ritrarre Batman sul piccolo o grande schermo hanno adottato questo approccio. Michael Uslan, produttore esecutivo di tutti i film di Batman dal 1989, ha detto che mentre stava sviluppando le sceneggiature, lavorava a Manhattan e aveva un contatto diretto con il team creativo dei fumetti.

Batman e Gotham City in un bel promo art di Batman: The Animated Series

Ricordando che, all’epoca, Tim Burton e lo scenografo Anton Furst sono immediatamente volati a New York, dopo che la sceneggiatura aveva solo una frase che descriveva l’aspetto di Gotham City: «Come se l’inferno fosse scoppiato sotto terra». Quando Kevin Conroy è stato scelto per interpretare il cavaliere oscuro in Batman: The Animated Series nel 1991, ha detto di aver immediatamente riconosciuto le radici di New York nel personaggio. Conroy, che vive a Manhattan da quando si è trasferito lì per studiare recitazione alla prestigiosa Julliard, ha ammesso che anche lui si è ispirato alle sue esperienze nella città per rendere il personaggio più autentico possibile.

Una bellissima art, The Dark Knight Saves Gotham City, del Thomas Kinkade Studios

L’attore, che ha doppiato il personaggio in oltre 300 episodi TV, videogiochi e film, incluso l’imminente Justice League vs the Fatal Five, ha confidato che il personaggio di Bruce Wayne era il vero travestimento del personaggio: la quintessenza del socialite di New York. «La performance di Batman come Bruce Wayne è una sorta di lavoro, per lui», ha detto Conroy. «Devi essere socievole, devi piacere a tutti, devi in qualche modo venderti a New York ogni giorno». Conroy ha pure rivelato che quando si trova a doppiare il personaggio, deve pensare di essere in un luogo oscuro e solitario per far emergere l’Uomo Pipistrello. Così, pensa alle corse mattutine in città. «Amo New York all’alba. È così buia, bella e misteriosa». Levitz ha detto che il senso del mistero intorno a New York gioca un ruolo chiave nell’ispirare i talenti, le persone, che attingono alla sua energia. Proprio come il Cavaliere Oscuro.

Qui potete vedere il trailer originale di Justice League vs the Fatal Five:

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