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1899 | Il nuovo viaggio di Baran Bo Odar? È pronto a impressionare ancora le nostre menti

Dopo Dark, il regista riesce a superarsi e a creare un secondo, meraviglioso, trip mentale che stupisce

1899
Dopo Dark, Baran Bo Odar torna con un nuovo mistero: 1899

MILANO – Se ci fosse una petizione per lasciare il genere thriller mischiato al mistero e alla fantascienza interamente nelle mani di Baran Bo Odar, bisognerebbe firmarla seduta stante. Realizzare un prodotto estremamente contorto e intricato, senza mai sbagliare una mossa nella sceneggiatura e con una regia che rasenta la perfezione come è accaduto in Dark è già un’impresa sconcertante. Replicarla una seconda volta – e alzando anche la posta in gioco – ha un qualcosa di sovrumano. 1899, la nuova serie targata Netflix del regista, è arrivata finalmente in streaming e le altissime aspettative che aveva creato di certo non sono state deluse.

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I protagonisti di 1899

L’imperativo di Baran Bo Odar sembra essere uno e uno soltanto: qualsiasi cosa crediate di aver capito della storia, vi sbagliate. Arriverà sempre qualcos’altro a scardinare tutte le certezze, a giocare con la vostra mente e a rendere tutto ciò che succede ancora più complicato di quanto già non lo sia. Non è sempre facile, è vero, e per chi non ama questo genere di rompicapo quando guarda una serie o un film la visione può risultare molto difficile. Ma la qualità di ciò che il regista riesce a mettere in scena in ogni momento degli otto episodi di questa prima stagione è innegabile. Con 1899, il regista prova a navigare nuove acque. Dalla ridente e persa nel tempo cittadina di Winden, ci spostiamo a bordo della Kerberos, una nave a vapore in viaggio dall’Europa a New York.

1899: due navi, un mistero

Il mistero inizia a pochi secondi dalla prima scena e si infittisce ad ogni minuto che passa: una compagnia che possiede solo due enormi navi, una delle quali in rotta di navigazione e l’altra, la Prometheus, è dispersa da quattro mesi. Il problema sembra essere chiaro. Sono davvero due navi o i nostri protagonisti passeggeri sono bloccati in una sorta di realtà parallela? Visti i precedenti di Dark ce lo si sarebbe aspettato. Ma il secondo imperativo di Baran Bo Odar è stupire. E così ci sono sì due navi, ma la compagnia nasconde qualcosa e gli incubi dei passeggeri prendono sempre più forma finché è chiaro che qualcosa, o qualcuno, ha voluto che si trovassero insieme su quella nave per un motivo preciso. Quale questo sia, dobbiamo attendere il finale e forse qualche stagione in più per comprenderlo fino in fondo.

1899: dispersi in mezzo all’oceano e alle realtà

Nel frattempo 1899 cattura con la sua regia virtuosa, un’ambientazione scenografica – e cinematografica – che riconferma il gusto sensibile del suo regista, un oceano fatto di colori e sfumature che solo lì possono esistere e quella che sembra essere a tutti gli effetti una storia d’epoca, in costume. Non si tira nemmeno indietro dallo sperimentare anche con la musica. I suoni bassi e drammatici che i colpi di scena e le rivelazioni richiedono cedono il passo e si alternano con musiche moderne, che se non altro hanno l’azzeccato effetto di disorientarci. Ci sono i Jefferson Airplane con la loro White Rabbit, ma anche i Deep Purple e Jimi Hendrix, i Black Sabbath, Cat Stevens e l’eterno David Bowie.

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Una scena di 1899

Curioso, dal momento che nella storia non sarebbero comparse che nel secolo successivo. Ma nella mente di Baran Bo Odar tutto è possibile e, soprattutto, tutto ha un senso. 1899 è già pronto a fare del suo mistero un successo al pari di Dark e entrare a gamba tesa nella cultura pop con il suo nuovo mantra “May your coffe kick in, before reality does”. Viene da mettere in questione anche la nostra realtà, seguendo i salti mortali che il regista realizza tra mondi paralleli e simulati, acrobazie nel meccanismo della mente umana e affondi nella natura dell’essere umano. Di certo, la nuova serie di Baran Bo Odar è l’inizio di un secondo, straordinario, viaggio da cui è già difficile staccarsi.

  • Il lungo viaggio (nel tempo) di Dark e quella serie che parla a tutti noi
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Qui il trailer di 1899:

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