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Come per Disincanto | La fiaba con Amy Adams e Patrick Dempsey riprende vita

Quindici anni dopo i personaggi delle fiabe di Andalasia continuano la loro vita. Ma è ancora una fiaba?

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Quindici anni dopo la favola ricomincia: Come per Disincanto

MILANO – Le fiabe sono le storie che ricordiamo meglio e che ci portiamo dietro tutta la vita, ma ne conosciamo sempre solo una parte. Dopo quel “E vissero per sempre felici e contenti” che accompagna la parola fine non c’è mai un continuo, come se non avesse mai dovuto esserci nient’altro. Eppure qualcuno se l’è chiesto, cosa viene dopo. E il risultato è il sequel di uno dei film Disney moderni più amati. Quindici anni dopo l’uscita di Come per Incanto, arriva ora su Disney+ Come per Disincanto – E vissero infelici e scontenti. Ma cosa avrà fatto il regista Adam Shankman per continuare la storia di Giselle e Robert che ci ha fatto sognare?

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Amy Adams torna ad essere Giselle in Come per Disicanto

Per un sequel che si rispetti, il cast originale deve in qualche modo fare la sua apparizione. Meglio ancora se i protagonisti sono sempre gli stessi e, insieme a qualche new entry, possono continuare la loro storia. In Come per Disincanto ritroviamo gli amati Amy Adams e Patrick Dempsey, insieme a James Marsden e Idina Menzel. Gabby Baldacchino interpreta una Morgan ormai adolescente e le nuove aggiunte al cast sono tutte da scoprire per questa nuova avventura che attende Giselle e Robert. Avventura si fa per dire, dal momento che, passati ben quindici anni, anche la tenera e spensierata Giselle ha avuto modo di scontrarsi con il mondo reale.

Patrick Dempsey in Come per Disincanto

Non lo vediamo, ma ce lo raccontano. La realtà, la nostra, è ben diversa da Andalasia e dal mondo delle fiabe che Giselle si è lasciata alle spalle. Forse fin troppo diversa, e il mondo moderno fin troppo triste e monotono per fare sì che l’eroina non si senta nostalgica di una vita fiabesca. Allora cosa c’è di meglio delle tranquille località appena fuori New York per cercare un nuovo inizio per la sua famiglia? Come per Disincanto riesce a immaginare un seguito al “per sempre felici e contenti” che tenta di sganciarsi dai classici cliché in cui potrebbe cadere. Ci riesce, per la maggior parte, pur mantenendo quella dimensione da favola che, tutto sommato, lo mantiene ben saldo nel genere del suo predecessore: una fiaba in forma di musical.

James Marsden e Idina Menzel in Come per Disincanto

E la musica è una delle cose che più si possono apprezzare del sequel di Come d’Incanto. Alan Menken torna alla carica sulle melodie che hanno accompagnato il primo film, aggiungendo nuove canzoni e nuovi significati (un giro d’applausi agli autori che hanno finalmente lasciato cantare Idina Menzel). Il film, poi, è una vera chicca per tutti gli appassionati dei classici Disney. Se volete trasformarlo in un gioco, dopo esservi goduti Come per Disincanto guardatelo una seconda volta e provate ad individuare tutti gli easter eggs che Adam Shankman ha voluto inserire come omaggio alla grande tradizione Disney.

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Una scena di Come per Disincanto

Il sequel di quello che è diventato un vero e proprio cult della cultura pop dello scorso decennio era un rischio non da poco, se non per la sfida di incontrare le aspettative dei numerosissimi fan. Come per Disincanto tutto sommato vince la sfida, nonostante qualche piccola pecca su cui si può sorvolare. La sua nuova avventura si lascia alle spalle ciò che aveva reso il primo film così accattivante, il contrasto tra il mondo delle fiabe e quello moderno, ma non per questo risulta meno appassionante e il suo messaggio meno forte.

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Qui il trailer di Come per Disincanto – E vissero infelici e scontenti:

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