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True Detective 3: cosa dobbiamo aspettarci dalla terza stagione?

Mahershala Ali è il Detective Wayne Hays nel terzo capitolo della serie creata da Nic Pizzolatto

Mahershala Al e Stephen Dorff in una scena di True Detective 3.

Sono passati tre anni e mezzo dall’ultima stagione di True Detective, la serie creata da Nic Pizzolatto pronta a tornare con il terzo capitolo dal prossimo 13 gennaio sulla HBO e dal giorno seguente su Sky Ataltic. Un debutto datato 2014 accolto come l’esempio più evidente di cinema autentico e incontaminato trapiantato sul piccolo schermo. Chi non amava la serialità televisiva, perché considerata di bassa qualità registica, si è dovuto ricredere di fronte alle raffinatezze di Cary Fukunaga dietro la macchina da presa; chi, invece, era appassionato solo di serie tv ha scoperto come, oltre a una storia da raccontare, possono esserci interpreti e un comparto tecnico con la medesima importanza.

Maharshala Ali è il Detective Wayne Hays.

Ma cosa dobbiamo aspettarci dai nuovi episodi? Finora sappiamo che gli eventi narrati partono dal 1980 con la scomparsa di due bambini, proseguono nel 1990 per concludersi nel 2015. Protagonista della terza stagione è Wayne Hays, interpretato da Mahershala Ali, detective dell’Arkansas traumatizzato dalla guerra del Vietnam. La sua storia copre un arco temporale di 35 anni in cui lo seguiremo in tre diversi momenti personali e professionali della sua vita legati dalla ricerca ossessiva della verità.

Matthew McConaughey e Woody Harrelson nella prima stagione di True Detective.

Le differenze più importanti rispetto al passato? Dopo l’America rurale e spettrale della Louisiana e il marciume della periferia losangelina, l’ambientazione si sposta questa volta nel misterioso altopiano degli Ozark. I personaggi principali non sono più una coppia apparentemente agli antipodi come il misantropo Rust Cohle (Matthew McConaughey) e il guascone Martin Hart (Woody Harrelson), e neppure un terzetto di anime perse alla confusa ricerca di una riabilitazione esistenziale come il tormentato Ray Velcoro (Colin Farrell), la cinica Ani Bezzerides (Rachel McAdams) e il represso Paul Woodrugh (Taylor Kitsch).

Rachel McAdams e Colin Farrell in True Detective 2.

Il peso della storia qui è tutto sulle spalle del Detective Hays, l’eccellente Ali, rivelatosi con House of Cards, vincitore di un Oscar per Moonlight e coprotagonista di Viggo Mortensen in Green Book, tra i titoli più attesi nei cinema d’inizio anno, per il quale ha appena conquistato un Golden Globe per la sua interpretazione del pianista afroamericano Don Shirley.

Mahershala Ali e Stephen Dorff.

L’intenzione dello showrunner Pizzolatto è quella di mappare gli Stati Uniti d’America attraverso una sontuosa antologia profondamente noir, in cui nessuno è davvero buono e in cui per agire a fin di bene è necessario flirtare con il male, specialmente quello interiore. Se la scrittura della prima stagione guardava soprattutto a tradizioni popolari e ad autori come Howard P. Lovecraft, Thomas Ligotti e a Il Re Giallo di Robert Chambers, dando vita a una commistione indimenticabile tra pulp, crime e letteratura gotica, filtrata dal nichilismo nietzschiano, nella seconda il riferimento era meno dichiarato ma altrettanto evidente all’universo dei romanzi di James Ellroy, in modo particolare di L.A. Confidential e de Il grande nulla.

Mahershala Ali in una scena della terza stagione.

Siamo curiosi di scoprire quali saranno le influenze più importanti di questa terza stagione, considerando che l’operazione messa in atto da Pizzolatto non è mai una mera copiatura, come è stato ingiustamente accusato da una minoranza critica, bensì un lavoro di aggiornamento di archetipi e di valorizzazione del significato di noir, inteso non soltanto come genere ma come vera e propria way of life.

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Qui sotto potete vedere il trailer di True Detective 3:

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