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Il commissario Montalbano | Luca Zingaretti: «Il mio ritorno? Una scommessa vinta»

L’eroe di Camilleri arriva al cinema per la prima volta e Zingaretti dirige nel nome di Alberto Sironi

Luca Zingaretti è Il commissario Montalbano
Luca Zingaretti è Il commissario Montalbano

ROMA – Un debutto assoluto al cinema per un esordio registico che, pur favorito da circostanze tristi, rappresenta un atto d’amore nei confronti di un personaggio iconico e dei suoi creatori. Il commissario Montalbano arriva in sala grazie a Nexo Digital il 24, 25 e 26 febbraio, con il primo episodio della quattordicesima stagione. E non è l’unica novità visto che in regia, assieme al compianto Alberto Sironi, troviamo proprio il nome di Luca Zingaretti, che a Montalbano ha dedicato gran parte della sua vita professionale. Un evento unico, dunque, la cui onda lunga si propagherà fino al 9 marzo – quando andrà in onda su Rai1 – che dopo la morte di Camilleri e del regista della serie diventa ancor più emozionante. Un rito, quello de Il Commissario Montalbano, che si ripete dal 1999 e che in vent’anni ha conquistato oltre un miliardo di spettatori.

Luca Zingaretti
Luca Zingaretti, Peppino Mazzotta e Cesare Bocci

Il merito di questo successo va dato all’affiatamento della squadra di attori (pochi gli avvicendamenti), alla solidità della scrittura – l’adattamento dei libri è di Francesco Bruni – e alla riconoscibilità di un prodotto di qualità eccellente. Due i capitoli del 2020, Salvo amato, Livia mia e La rete di protezione, ispirato al primo romanzo scritto sotto dettatura da Camilleri dopo la cecità. Un terzo è previsto per il prossimo anno. Quasi un one man show di Luca Zingaretti la conferenza in RAI, preceduta da un’intervista a Camilleri sul suo Salvo. «Montalbano rappresenta l’italiano medio, ha virtù e difetti ma si muove bene nella vita. Forse il pubblico lo ama perché si riconosce in lui. Se così fosse, ne sarei orgoglioso» disse Camilleri.

Luca Zingaretti
Sonia Bergamasco è Livia

CAMILLERI E SIRONI – «Questo è il primo anno senza Andrea e Alberto. E senza lo scenografo Luciano Ricceri. Alberto Sironi è stato compagno e complice in questi vent’anni, insieme abbiamo combattuto tante battaglie. Certo, partiva da un materiale eccezionale, ma quante volte siamo rimasti delusi da film ispirati a capolavori letterari? Ecco, se è andata bene una grande parte del merito va dato al lavoro di Alberto. Era un uomo buono e testardo. Vorrei che li festeggiassimo tutti e tre in maniera gioiosa perché si sono goduti la vita fino all’ultimo».

Luca Zingaretti
Un’immagine di Salvo amato, Livia mia

LA REGIA – «La regia è stata un’esperienza bella e dolorosa al tempo stesso. Non c’è stato giorno in cui non mi fossi chiesto cosa avrebbero detto Alberto e Andrea. Partendo dal presupposto che non avrei dovuto fare la mia regia, ma solo seguire gli stilemi imposti da chi mi ha preceduto, posso dire che di mio ho messo una melanconica dolcezza, che è poi lo spirito con cui ho diretto questi due episodi. Voglio ringraziare tutti i miei colleghi, uno per uno».

L’inossidabile Catarella, Angelo Russo

MONTALBANO AL CINEMA – «No, non credo che il cinema debba essere considerato un approdo naturale per Montalbano, perché è un prodotto fatto per la televisione e questo non è un declassamento. Anzi, negli anni abbiamo capito che la televisione in certi casi è molto più interessante del cinema. Però sarà una grande gioia per me vedere le immagini che ho girato sul grande schermo. Era già capitato per gli 80 anni di Camilleri di fare una serata all’Auditorium, strapieno. Fu bellissimo sentire gli applausi e le risate a scena aperta che il pubblico aveva attribuito a quella proiezione».

Luca Zingaretti
Un’immagine tratta da La rete di protezione

MONTALBANO E IL FUTURO – «Sì, a un certo punto decisi di abbandonare perché seguendo la lezione di Andrea ho sempre pensato che bisognasse uscire tra gli applausi. Per un paio d’anni ho smesso di pensare al personaggio poi ho sentito che mi e ci mancava. Considero il mio ripensamento una scommessa vinta, anche perché gli applausi non sono mai venuti meno. Ora però è tutto diverso. Siamo senza autore e senza regista. Per il momento voglio elaborare il lutto, riflettere e vedere se è il caso di prendere il testimone, magari adattando l’ultimo romanzo che Sellerio conserva in cassaforte o Il cuoco dell’Alcyone».

Luca Zingaretti
Montalbano alla sua scrivania

MONTALBANO E CAMILLERI – «Quando gli dissi che sarei diventato il commissario Montalbano rispose che non pensava a me come interprete e credo che questa idea non l’abbia mai cambiata. Ma era talmente gentile che diceva e non diceva. Di sicuro, quando lessi per la prima volta i suoi libri sarei stato disposto a tutto pur di interpretarlo. Avrei voluto comprarne i diritti ma non avevo i soldi. Una volta venuto a conoscenza che sarebbe stata girata una serie ho chiesto alla mia agente di fare un provino. Il provino durò 6 mesi».

Luca Zingaretti è Il commissario Montalbano, al cinema il 24, 25 e 26 febbraio

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