MASSAFRA – Più di 60 film proiettati, circa 50 ospiti e 8mila presenze nell’arco di sei giorni. Sono i numeri della ventunesima edizione di Vicoli Corti – Cinema di Periferia, il festival diretto da Vincenzo Madaro che si è svolto a Massafra dal 18 al 23 agosto. Un’edizione che segna una crescita significativa per il festival: le presenze aumentano del 50% rispetto al 2025, insieme alla partecipazione di registi, attori, produttori, distributori e operatori del settore, molti dei quali arrivati dall’estero. Ma uno dei dati più significativi riguarda il pubblico: cresce in particolare la presenza dei più giovani, che hanno partecipato alle proiezioni e agli appuntamenti collaterali del festival, confermando una direzione centrale nel percorso di Vicoli Corti e nella sua attenzione al cinema emergente. Un dato che trova una corrispondenza anche nella comunità digitale costruita attorno al festival. Nel periodo a cavallo della manifestazione i social di Vicoli Corti hanno superato complessivamente più di un milione di visualizzazioni. Su Instagram, in particolare, la fascia 25-34 anni rappresenta il segmento più numeroso del pubblico, con il 32,3%, mentre complessivamente gli under 35 costituiscono oltre il 40% dell’audience. Una comunità prevalentemente italiana, ma capace di raggiungere anche pubblico in altri Paesi europei tra cui Germania, Francia, Spagna e Regno Unito e Stati Uniti.
Si è rivelata azzeccata l’intuizione degli organizzatori di abitare per la prima volta il parco Madre Teresa di Calcutta. Un luogo che ha consentito di ampliare gli spazi e la programmazione, ospitando contemporaneamente le due aree di proiezione e l’area dedicata a talk, incontri e masterclass. La scelta del parco rafforza inoltre la vocazione di Vicoli Corti a interrogare e valorizzare quella periferia fisica e culturale che da oltre vent’anni è al centro del progetto de Il Serraglio: non un margine da cui allontanarsi, ma uno spazio da abitare e nel quale creare nuove occasioni di incontro attraverso il cinema. Molto apprezzato dal pubblico anche l’omaggio a Bernardo Bertolucci, che proseguirà a settembre, al teatro comunale di Massafra, con una retrospettiva sul regista patrocinata dalla Fondazione Bernardo Bertolucci.
«È stata un’edizione molto partecipata e davvero ricca di contenuti, questo anche grazie alla nuova casa – commenta il direttore artistico Vincenzo Madaro – Quando si cambia luogo in maniera così radicale non è mai scontato che si possano ottenere questi risultati. Possiamo quindi già confermare che la prossima edizione si terrà al parco Madre Teresa di Calcutta. Per il futuro vorremmo continuare a essere luogo di connessione e di nascita di nuovi progetti tra chi vi partecipa, oltre a intensificare l’attività di scouting tra i giovani talenti del cinema. Vicoli Corti si sta consolidando sempre più come riferimento del cinema giovane a livello nazionale e l’aumento del pubblico di giovanissimi è un bellissimo segnale. Ci teniamo a ringraziare la Regione Puglia, il Comune di Massafra per il sostegno e la preziosa collaborazione in termini di servizi e il comitato del Parco Madre Teresa di Calcutta, che ha accolto questa nuova fase del festival».
Per il concorso internazionale, le giurie hanno premiato opere provenienti dall’Italia e dall’estero, confermando la vocazione di Vicoli Corti alla ricerca e alla scoperta di nuovi linguaggi e nuovi autori. Per la sezione Drama/Fiction ha vinto il corto Skinny Bottines di Romain F. Dubois (Canada, 2026) con la seguente motivazione: “Per la capacità di orchestrare una commedia d’autore che eredita la libertà espressiva e l’imprevedibilità della Nouvelle Vague, sposandola con la carica eversiva e ridanciana del nuovo cinema indipendente. La Montréal invernale di Romain F. Dubois è il palcoscenico capace di trasformare la marginalità in ricchezza, la sfortuna in opportunità, la gioventù in rivoluzione. ‘Skinny Bottines’ è un film che rispecchia lo spirito di Vicoli. Rubando, scappando, ridendo. Riappropriandosi degli spazi e del tempo”. Nella sezione Doc/Experimental il premio per il miglior corto è andato a L’uomo più bello del mondo di Paolo Baiguera (Italia, 2026) per “la capacità di indagare una ferita personale e collettiva attraverso un rigoroso minimalismo di mezzi, capace al tempo stesso di aprirsi alle possibilità narrative offerte dall’AI. Ne scaturisce un racconto intenso e penetrante, destinato a rimanere scolpito nella memoria dello spettatore”. Il miglior corto della sezione Diritti Umani, realizzata in collaborazione Amnesty International Italia, è stato Largo di Max Burgoyne-Moore e Salvatore Scarpa (UK, 2025) perché “affida a una ‘piccola storia’ uno degli interrogativi del nostro presente: quanto dolore possiamo ancora tollerare prima di esigere una politica in cui i diritti delle persone migranti siano considerati nella loro interezza e dignità? Attraverso gli occhi di un bambino, il corto ci accompagna nella mente ostinata di chi cerca risposte e trova un mondo incapace di dargliele. Ma anche, a tratti, umanità e ascolto, ed è da lì che dobbiamo ripartire”.
Largo si è aggiudicato anche il Premio del pubblico “per aver trattato il tema attuale e urgente dell’integrazione, con i dovuti approfondimenti e con una inclinazione poetica ma mai scontata. Per aver incentrato un lavoro sull’incontro di culture che si compenetrano, di confini tra realtà differenti. Per aver condotto lo spettatore a mutare il punto di vista sulla morte, non come privazione ma come ricongiungimento”. Nella sezione Animazione ha vinto Mud di Caterina Salvadori e Mariasole Brusa (Italia, 2025), “per la sensibilità artistica con cui trasforma un’esperienza concreta e delicata in un racconto poetico, creativo e profondamente emozionante. Dall’intreccio tra leggenda e realtà prende forma un immaginario sospeso e coinvolgente, capace di conferire alla dimensione intima un respiro universale. La combinazione di tecniche, linguaggi e suggestioni visive dà vita a un’estetica unica e originale, sostenuta da uno stile riconoscibile e capace di lasciare nello spettatore un segno profondo e duraturo”. Nella sezione Scuole di Cinema il premio è andato a Grandpa’s Fur di Teodor Stoilov e Nellie Rajala (Bulgaria/Polonia, 2026) con questa motivazione: “Il corto trasforma il progressivo svanire dei ricordi in un racconto sospeso tra realtà e dimensione mitica, in cui la fragilità della memoria individuale incontra la forza di una memoria collettiva che si tramanda nel tempo. Il film vince un contratto di distribuzione nella convinzione che possa trovare, anche e soprattutto in Italia, un terreno particolarmente fertile, per la vicinanza del nostro immaginario culturale a un racconto in cui mito, tradizione e sentimenti universali diventano strumenti per interrogare il nostro rapporto con la memoria, gli affetti e il tempo”.
Nella sezione Apulian Way si è affermato Camsex, chemsex e una serie di umiliazioni di Saverio Cappiello (Italia, 2026) “per aver rappresentato, con forma e contenuto, un modello di mascolinità fragile, insicuro e precario”. In ogni sezione sono state assegnate anche delle menzioni speciali. Tra gli altri riconoscimenti, il Premio Vicoli Fuori è andato a La clessidra umana di Elia Bei (Italia, 2025) “per la toccante profondità del messaggio, la solidità della regia e l’intensità recitativa del cast, capaci di dare voce al valore del tempo e dell’animo umano”, mentre il Premio speciale Magma è andato a Nessuno ci crederà di Otto Lazić-Reuschel (Italia/Slovenia, 2025) e a Cartografìa di Marinthia Gutierrez (Messico/USA, 2026).
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