ROMA – Cosa accadrebbe se una famiglia perfettamente inserita nella società degli anni Cinquanta si ritrovasse improvvisamente nel 2025? È da questo salto temporale che prende le mosse Era meglio domani, commedia francese diretta da Vinciane Millereau che, dopo aver conquistato quasi 900 mila spettatori in patria, arriverà nelle sale italiane il 1° ottobre, distribuita da Filmclub Distribuzione e Minerva Pictures.
Presentato in anteprima italiana ad aprile nell’ambito di Rendez-Vous – Nuovo cinema francese, il film vede protagonisti Elsa Zylberstein, Didier Bourdon e Mathilde Le Borgne e utilizza il viaggio nel tempo per mettere faccia a faccia due epoche profondamente diverse. Non soltanto nei costumi e nelle abitudini quotidiane, ma soprattutto nel modo di intendere la famiglia, la coppia, i rapporti tra uomini e donne e il ruolo femminile nella società.
Al centro della storia ci sono Hélène e Michel, una coppia che nel 1958 conduce insieme ai due figli una tranquilla esistenza piccolo-borghese in una cittadina francese. Il loro è un mondo scandito da convenzioni e ruoli ben definiti, almeno fino a quando l’intera famiglia viene inspiegabilmente catapultata nel 2025.
L’impatto con il presente produce conseguenze molto diverse sui due protagonisti. Hélène si trova davanti a possibilità e libertà che nel suo tempo sembravano impensabili, mentre Michel deve confrontarsi con una società nella quale molte delle certezze e dei privilegi su cui aveva costruito la propria identità sono ormai messi in discussione. Il futuro diventa così un terreno sul quale riscoprire non soltanto il mondo, ma anche il proprio matrimonio e il posto occupato all’interno della famiglia.
Millereau costruisce il film proprio sul cortocircuito tra queste due epoche, evitando di trasformare il confronto in una semplice contrapposizione tra un passato idealizzato e un presente necessariamente migliore. Era meglio domani guarda invece alle contraddizioni di entrambi, utilizzando la commedia per interrogarsi su quanto siano cambiate le relazioni, le aspettative e gli equilibri sociali in quasi settant’anni.
L’espediente fantastico permette inoltre alla regista di affrontare in particolare l’evoluzione della condizione femminile, osservata attraverso lo spaesamento di una donna cresciuta in un sistema nel quale il suo ruolo era prevalentemente definito in relazione al marito. Un meccanismo narrativo che richiama il cinema sul viaggio nel tempo e, tra i riferimenti della regista, anche un cult come Ritorno al futuro.
Il confronto fra 1958 e 2025 passa anche dalla costruzione visiva del film. Scenografie e costumi contribuiscono a separare i due mondi, contrapponendo l’immaginario vivace del passato alla maggiore neutralità e frenesia del presente. Anche gli ambienti domestici e i personaggi che circondano la famiglia diventano così strumenti attraverso cui raccontare una società che, nel frattempo, ha cambiato regole e prospettive.
Tra commedia, viaggio nel tempo e racconto generazionale, Era meglio domani prova quindi a osservare il cambiamento senza rinunciare all’ironia, attraversando temi come amore, memoria, famiglia e identità. Il film sarà nei cinema italiani dal 1° ottobre con Filmclub Distribuzione e Minerva Pictures.
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