VENEZIA – Una partita a tennis può cambiare una vita. Non perché durante quella partita accada qualcosa di straordinario, ma perché a volte il cinema, come l’amore, ha bisogno di un istante apparentemente insignificante per raccontare qualcosa destinato a durare anni. In Succederà questa notte, Nanni Moretti parte proprio da lì: da un incontro casuale, da una donna vestita di bianco che entra in campo e da un uomo che, dopo pochi scambi, si ritrova innamorato.
È una scelta sorprendente per Nanni Moretti. Il regista romano ha raccontato spesso l’amore attraverso le sue crepe: la difficoltà di stare insieme, la separazione, la crisi, il desiderio che si trasforma in paura, la famiglia come luogo di affetto ma anche di conflitto. Qui, invece, decide di credere nell’amore in maniera più scoperta. E non in un sentimento prudente, quotidiano, realistico, ma in quello assoluto, irrazionale, quasi infantile, che nasce prima ancora che due persone abbiano avuto il tempo di conoscersi.Eppure non è un Moretti irriconoscibile. Anzi, è forse proprio questo il dato più interessante di Succederà questa notte: cambia il registro, ma non cambia lo sguardo. Dietro la storia sentimentale rimangono infatti alcuni dei temi che appartengono al suo cinema: la famiglia, i rapporti tra genitori e figli, la malattia, la morte, la musica, lo sport e soprattutto il tempo.
Il film comincia infatti con una ferita familiare. Una donna straniera, incinta, si trova davanti alla famiglia del compagno e soprattutto davanti alla madre di lui, che non la ritiene adatta a essere madre e vorrebbe impedirle di portare avanti la gravidanza e di sposarsi. Il bambino nasce, la famiglia si ritrova riunita intorno a lui, ma quella situazione produce una frattura irreparabile: la donna se ne va. Il regista mette, dunque, la famiglia al centro ancora prima dell’amore. Ed è una scelta che dà alla storia una profondità ulteriore, perché il sentimento non esiste mai in uno spazio isolato. I personaggi sono sempre dentro una rete di rapporti, responsabilità e legami che condizionano quello che possono fare e quello che vorrebbero fare.
Poi il film salta avanti di sette anni. Matteo, interpretato da Louis Garrel, è cambiato. È più magro, ha i baffi, sembra più ombroso. Sta giocando a tennis quando compare Greta, interpretata da Jasmine Trinca. Lei è vestita di bianco. È nel giorno del suo matrimonio, ma si ferma a giocare. Ed è durante quella partita che accade l’impossibile: Matteo si innamora. Non dopo averla conosciuta, non dopo aver parlato con lei per ore. Dopo una partita. Moretti non cerca di giustificare questo innamoramento, non lo psicologizza e non lo rende razionale. Lo filma.
Succederà questa notte diventa così un film nel quale il cinema è il linguaggio più adatto per raccontare ciò che le parole non riescono a spiegare: l’istante esatto in cui una persona diventa improvvisamente necessaria. La partita di tennis non è quindi soltanto l’inizio della storia. È una vera e propria scena fondativa. E qui torna un altro elemento profondamente morettiano: lo sport come spazio nel quale qualcosa di intimo emerge attraverso un gesto concreto. Basta pensare alla centralità della pallanuoto in Palombella rossa. Là lo sport diventava il luogo in cui esplodevano la crisi personale e quella politica; qui il campo da tennis diventa invece il luogo in cui nasce il desiderio. Il significato cambia, ma il procedimento resta simile: un gesto fisico, apparentemente quotidiano, diventa il luogo di una rivelazione interiore.
Greta, però, si sposa. E Matteo resta solo con quello che ha provato. Da quel momento il film diventa una storia d’amore senza, almeno per molto tempo, una vera storia d’amore. Matteo continua a vivere, ad avere una relazione, a occuparsi del padre malato, a conoscere la dottoressa che lo cura, a portare il padre a un concerto, fino ad affrontarne la morte. La vita continua a produrre eventi concreti mentre dentro di lui continua a esistere quell’immagine: Greta, la partita, quel momento. È come se Matteo avesse continuato a vivere nel presente con una parte di sé rimasta nel passato.
Ed è qui che il tempo diventa il vero protagonista del film. Non èinteso semplicemente come successione di anni, ma come distanza tra quello che siamo stati e quello che avremmo potuto essere. Diventa la misura di un’attesa. Matteo aspetta senza sapere esattamente cosa stia aspettando e, soprattutto, senza sapere se quell’amore sia ancora reale o se sia diventato, nel frattempo, l’idea di un amore. È il punto in cui il film corre il rischio maggiore, ma è anche quello in cui trova la sua forza. Perché Succederà questa notte chiede allo spettatore di accettare una premessa sentimentale quasi assoluta: credere che una persona incontrata per pochi minuti possa diventare una presenza capace di attraversare gli anni.
Il film, però, non è un melodramma puro. È buffo, malinconico, sentimentale e, a tratti, persino surreale. Moretti lascia entrare l’ironia dentro il romanticismo, evitando che il sentimento scivoli nella retorica. Anche quando affronta emozioni profonde, il film mantiene una leggerezza che gli permette di cambiare continuamente tono. E poi c’è la musica. Alberto Iglesiascostruisce una colonna sonora fondamentale per il tono del film, mentre le canzoni entrano nella narrazione come accade spesso nel cinema di Moretti: non semplicemente per accompagnare una scena, ma per modificarne la temperatura emotiva. La musica, il canto, il ballo e persino il concerto diventano momenti nei quali i personaggi possono uscire, almeno per qualche istante, dalla normalità.
È uno degli aspetti che rende Succederà questa notte più libero, anche visivamente, rispetto a quanto ci si potrebbe aspettare. E anche il piccolo ruolo dello stesso Moretti acquista un senso particolare. Non è lui il centro della storia. Il regista rimane ai margini e affida a Louis Garrel un personaggio che diventa quasi un alter ego spostato altrove: un uomo che vive le proprie emozioni con quella miscela di pudore, ostinazione e vulnerabilità che appartiene spesso ai protagonisti morettiani.
Garrel funziona proprio perché non interpreta l’innamorato come un eroe romantico. Matteo è un uomo con le sue goffaggini, le sue ossessioni e le sue contraddizioni. Jasmine Trinca gli sta davanti con un’energia diversa. Greta è più sfuggente, più difficile da afferrare. È una donna che continua a vivere mentre Matteo continua a guardare verso quella possibilità rimasta aperta.
Poi, finalmente, si ritrovano. Sono passati altri anni. Lei è seduta al bar. Lui si avvicina e le dice chi è. È l’uomo della partita.Quella frase contiene tutto il film. Per Greta quella potrebbe essere stata una semplice partita. Per Matteo è stata una vita. Da quel momento la distanza può finalmente trasformarsi in relazione. È qui che Moretti trova alcune delle immagini più belle del film. Non perché siano spettacolari, ma perché sono semplici. Come quella del finestrino: lui fuori, lei dentro, il vetro tra i loro volti. Le labbra si avvicinano, ma il bacio non avviene davvero. E proprio per questo diventa ancora più romantico. Il regista filma la distanza come se fosse una forma di intimità. Ed è forse questa l’immagine che meglio riassume il film. Due persone possono essere separate da un vetro, da un matrimonio, da un’altra relazione, da un figlio, da migliaia di chilometri, da quattordici anni. Eppure continuare a cercarsi.
È una storia d’amore, certo. Ma soprattutto è una storia sul momento sbagliato. Sull’idea che possiamo incontrare la persona giusta nel momento sbagliato, perderla, continuare a vivere e poi ritrovarla quando tutto sembra ormai deciso.
Succederà questa notte non è un film che dice che l’amore vince sempre. Dice qualcosa di più semplice e forse più difficile da accettare: alcune possibilità non smettono necessariamente di esistere soltanto perché non si sono realizzate subito. Ma soprattutto è un film che guarda al sentimento senza dimenticare tutto ciò che gli sta intorno: la famiglia, il tempo, le perdite, le responsabilità e le occasioni che la vita ci offre e poi ci sottrae.Dopo anni di separazioni, famiglie spezzate, malattie, morti e occasioni perdute, la storia arriva davanti a due persone che finalmente si riconoscono. Non è più la storia di ciò che è andato storto. È la storia di ciò che, nonostante tutto, può ancora succedere.
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