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Valeria Golino: «Euforia, l’inconscio e l’importanza dei ricordi nel mio cinema»

La morte, gli aneddoti, l’amicizia e l’ossessione: l’attrice racconta a Hot Corn la sua seconda regia

Valeria Golino prepara una scena sul set di Euforia.

Due fratelli agli antipodi, una notizia inattesa e un legame da (ri)costruire: parte così Euforia, il secondo film da regista di Valeria Golino presentato lo scorso maggio a Cannes e in sala dal 25 ottobre, a cinque anni dal debutto con Miele. Attorno ai due protagonisti – interpretati da Valerio Mastrandrea e Riccardo Scamarcio – gravita un mondo di figure femminili intense e sfaccettate, con i volti di Jasmine Trinca, Valentina Cervi e Isabella Ferrari. «È come se Valeria» – ha raccontato Riccardo Scamarcio – «ci facesse recitare tutti su un’altra frequenza, quasi suonando su una chiave diversa». E i colleghi di set concordano: l’aria di famiglia che hanno respirato sul set non è dovuta solo alle tematiche trattate nel film ma anche all’atmosfera affettuosa creata dal cast. Un’esperienza tra amici, quindi, che si trasforma in un intenso ritratto capace di toccare temi come malattia e morte con delicatezza.

Valeria Golino e il cast al photcall di Euforia a Cannes71.
Valeria Golino e il cast al photcall di Euforia a Cannes71.

IL DITTICO «Miele ed Euforia? Hanno qualcosa di speculare e opposto. A livello inconscio la tematica della morte emerge in entrambi i film come mi ha fatto notare il direttore della fotografia. . Mi ha telefonato dopo aver letto il copione per dirmi: “Lei è la super star”. Ma non capivo a chi si riferisse. E lui: “Chiaro, alla morte”. In effetti è la regina del nostro pensiero, delle nostre paure, perfino quando vogliamo eluderne la consapevolezza».

Jasmine Trinca in una scena di Miele.
Jasmine Trinca in una scena di Miele.

L’ISPIRAZIONE «Da tempo cercavo il soggetto del mio secondo film, ma nessuna idea aveva l’urgenza di trasformarsi in una pellicola fino a quando un caro amico mi ha raccontato ciò che stava vivendo. Una storia molto simile a quella di Euforia, con tanto di gesta ridicole e magnifiche in un atto di pietà magnanimo e incoerente verso il fratello e mi è sembrato lo spunto perfetto, anche se nell’elaborarla mi sono allontanata il più possibile dal suo vissuto. Ma tutto quello che faccio è in qualche modo biografico, anche se non “auto-fiction”, e di sicuro ho messo dentro riferimenti a mio padre come già avevo fatto in Miele».

Valeria Golino sul set di Euforia.

GLI ANEDDOTI «La scena in cui a Riccardo (Scamarcio, ndr) cade un pesce in testa è capitata davvero alla co-sceneggiatrice del film, Francesca Marciano. È caduto dalla bocca di un uccello e le è finito addosso. Conversazioni, spunti, ricordi si mescolano e poi entrano nel mio lavoro. Lo stesso è successo per la scena degli stormi. Ero in macchina con Riccardo mentre battibeccava al telefono con Jasmine (Trinca, ndr), non ricordo neppure su cosa. Lei camminava per strada e Riccardo ha sentito il rumore degli uccelli in cielo. Da lì, avendo ascoltato lo stesso frastuono, ha capito che si trovavano vicini. Ha guardato fuori dal finestrino e l’ha vista a pochi passi da sé…».

Valerio Mastandrea e Riccardo Scamarcio in una scena di Euforia.
Valerio Mastandrea e Riccardo Scamarcio in una scena di Euforia.

ISABELLA FERRARI «Non ho pensato di recitare in questo film perché l’unico ruolo che avrei potuto fare era quello dell’ex moglie di Valerio (Mastrandrea, ndr). Una parte perfetta per Isabella (Ferrari, ndr) e volevo assolutamente lei. Ci succede anche fuori dal set: la filmo e le rompo le scatole da trent’anni, la fotografo in continuazione, anche mentre mi apre la porta di casa. Le do il tormento perché la sua faccia mi interessa, è misteriosa e dolorosa nelle sue espressioni. Sono più interessata a ritrarre lei che me. Forse un giorno troverò una parte che voglio assolutamente interpretare in un film che dirigo, ma finora non ne ho sentito il bisogno».

Riccardo Scamarcio e Isabella Ferrari in una scena del film.

L’AMICIZIA «Ho chiesto alle mie tre amiche (Jasmine Trinca, Isabella Ferrari, Valentina Cervi, ndr) di fare quelli che chiamo “svolazzi”. Considero un regalo il fatto che abbiano accettato, anche se in ruoli piccoli. A volte interrompevo Isabella per passare di fretta alla scena successiva, soprattutto in momenti di caos come durante le riprese all’Ospedale Umberto I di Roma che era affollatissimo. Le davo schiaffetti sul braccio ma solo dopo aver visto il girato con la mia mano nell’inquadratura mi sono resa conto di cosa facessi. Non ricordavo di averla picchiata così tanto, ma questo lo puoi fare solo con persone con le quali sei in confidenza».

Jasmine Trinca, Isabella Ferrari, Valentina Cervi e Valeria Golino al photocall di Euforia. Foto Shutterstock.

ME TOO «Quando sento parlare di quote rosa provo un profondo imbarazzo. Sono comunque contenta che ci siano tante registe donna e vorrei fossimo di più ma è una cazzata chiedersi quale genere sia più bravo dietro la macchina da presa. Questi movimenti sono molto importanti per permetterci un’evoluzione, anche se forse non lineare. Un passo in avanti, forse due indietro e poi di nuovo uno avanti. È giusto che se ne parli ma serve comunque una legislazione forte».

  • Qui sotto potete vedere il trailer di Euforia:

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