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Tuesday Club e quel talismano della felicità. Tra cucina e seconde possibilità

Cucina e amore, seconde possibilità e vite diverse. Ma com’è Tuesday Club? La nostra opinione

MILANO – Dopo un primo tour nelle arene estive, arriva adesso nelle sale Tuesday Club – Il talismano della felicità, film svedese diretto da Annika Appelin qui all’esordio alla regia. Già sceneggiatrice di opere splendide quali Il sospetto di Thomas Vinterberg (un capolavoro, fermato a un passo dall’Oscar da La grande bellezza) la regista sceglie qui il filone della commedia sentimentale culinaria. Protagonista della pellicola è Karen, una donna di mezza età che, durante la celebrazione dei primi quarant’anni di matrimonio, apprende del tradimento del marito Sten. Complice l’assenza del fedifrago, Karen si dedicherà a se stessa e ad una passione da troppo tempo sopita: la cucina.

Tuesday Club – Il talismano della felicità
Cucina e amicizia: una scena del film.

Tra una squisitezza e l’altra (si preparano piatti panasiatici!) riscoprirà il valore dell’amicizia, la gioia della condivisione, il benessere della convivialità e – forse – anche l’amore vero. Se Tuesday Club fosse una ricetta avrebbe tutti gli ingredienti per una buona riuscita. In realtà si regge su una sceneggiatura piuttosto prevedibile, da cui emerge un film che forse risulta più adatto alla finestra televisiva che a quella cinematografica. È però lodevole l’intento della regista di raccontare la terza età come nuovo inizio (ricordate Love Is All You Need di Susanne Bier?) per guardare al futuro con speranza e mai con rassegnazione. Emblematica in tal senso la positività del personaggio della vecchia amica di liceo Monika, una spumeggiante Carina Johansson, single girovaga e intimamente libera.

Tuesday Club – Il talismano della felicità
Tuesday Club e un altro futuro…

Seppur il taglio di leggerezza rischi talvolta di sfociare in banalità, vanno segnalate una brillante performance della protagonista, Marie Richardson, molto tenera nel tratteggiare il cammino di consapevolezza di questa donna, nonché le scelte musicali da Charles Aznavour a Marvin Gaye. A parte un senso di fame generalizzato, l’impressione al termine della proiezione è che vi fossero anche dei buoni ingredienti che tuttavia faticano ad amalgamarsi in mancanza di una scrittura incisiva. Come la protagonista accetta il rischio di fallire andando incontro alla sperimentazione, allo stesso film avrebbe giovato osare un po’ di più, invece di ricalcare troppo pedissequamente il già noto modello di amori scoccati davanti ai fornelli. Per una serata senza pensieri.

  • VIDEO | Qui il trailer di Tuesday Club:

 

 

 

 

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