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Tonya, Harley e le altre: il Riscatto di Margot Robbie

Dalla soap opera a Martin Scorsese, tra Suicide Squad e il pattinaggio: l’attrice non si ferma più

Un calice di champagne, l’oceano alle spalle ed una nuvola soffice di schiuma ad avvolgerla, nuda, ça va sans dire, nella vasca da bagno mentre spiega, con piglio sicuro, cos’è esattamente un mutuo subprime. Durava circa un minuto il cameo di Margot Robbie ne La Grande Scommessa di Adam McKay, ma era sufficiente per sintetizzare alla perfezione la sua carriera.

Margot Robbie nella celebre scena de La grande scommessa.

Già, perché l’attrice australiana interpretava la versione di se stessa trasfigurata nell’immaginario della bionda attraente e stereotipata, alimentata dalla stessa industria cinematografica, prima di spiazzarci con delucidazioni finanziarie. Non c’è esempio migliore per tracciare un parallelismo con l’ascesa rapidissima di questa ventisettenne del Queensland che, dalla fattoria dei nonni dove è cresciuta, è diventata in una manciata di anni tra i nomi più richiesti di Hollywood passando per la soap opera australiana Neighbours.

Nel 2008, in una scena della sopra opera Neighbours.

Un successo dovuto alla bellezza sfacciata? Non proprio. L’elemento cruciale è da rintracciare altrove – leggi: determinazione – che, dal personaggio di Naomi Lapaglia in The Wolf of Wall Street di Martin Scorsese, l’ha vista scrollarsi velocemente di dosso la riduttiva etichetta della «bionda più hot di sempre» per dimostrare il suo talento. Una ruolo decisivo, certamente, ma dal quale si è affrancata subito, giocando con i generi, per non ripetersi in personaggi fotocopia.

Con Leonardo DiCaprio e Martin Scorsese sul set di The Wolf of Wall Street.

Dal film in costume (Suite francese) alla commedia (Focus), dall’indie fantascientifico (Z for Zachariah) al dramma action (The Legend of Tarzan), da blockbuster a pellicole a basso budget. Se Scorsese le ha aperto le porte di Hollywood, Margot Robbie ha saputo come scegliere poi gli script giusti, tanto da essere scelta per la trasposizione di Harley Quinn, affascinante criminale sociopatica amante del Joker in Suicide Squad, sfilacciato cinecomic DC. La sua supercattiva con mazza da baseball e codini blu e rosa – che rivedremo forse in tre spin-off – straccia l’immaginario della donna oggetto con un personaggio folle, tragico e magnetico.

Con David Ayer in una pausa delle riprese di Suicide Squad.

Caratteristiche simili a quelle di Tonya Harding, ex pattinatrice sul ghiaccio protagonista di uno dei più grandi scandali sportivi di sempre, interpretata in I,Tonya – e lo trovate disponibile su CHILI – di Craig Gillespie, prima nomination (con statuetta sfumata) all’Oscar per Margot Robbie. Film venato di grottesco umorismo e critica sociale amarissima, prodotto dalla stessa attrice con la LuckyChap Entertainment perché «non volevo aspettare per avere ruoli straordinari. Volevo succedesse subito, ora». Una maschera dal trucco sbavato alla costante ricerca di un amore tradito, ennesimo salto da ruolo di donna oggetto a responsabile della propria carriera. Un percorso fulmineo nel quale Margot Robbie è sempre stata alla guida.

Volete rivedere il film di Craig Gillespie? Lo trovate su CHILI: I, Tonya

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