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Summer of Soul. O di quella volta che Harlem divenne il centro del mondo

Questlove riporta alla luce un Festival dimenticato grazie al materiale d’archivio ritrovato in uno scantinato

Summer of Soul
Summer of Soul

ROMA – Bethel, piccola contea rurale al nord di New York. Il luogo scelto per ospitare dal 15 al 18 agosto 1969 un evento musicale passato alla storia come Woodstock. Tre giorni di “pace e musica rock” diventati leggenda, con tanto di film e documentari dedicati all’evento hippie per antonomasia. Ma a soli 160 km di distanza, al Mount Morris Park (oggi ribattezzato Marcus Garvey Park), nel cuore di Harlem, in quello stesso anno e in quegli stessi giorni, un altro evento musicale, l’Harlem Cultural Festival, si svolgeva in contemporanea. Sei domeniche d’agosto dedicate alla celebrazione del meglio della cultura black impresse su una cinepresa che, al pari dei filmini fatti a Woodstock, cristallizzò su pellicola un evento unico. Immagini rimaste in uno scatolone a prendere polvere in uno scantinato per oltre cinquant’anni e che oggi rivivono grazie a Summer of Soul.

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Una scena di Summer of Soul

Un documentario firmato dal batterista dei The Roots, Ahmir “Questlove” Thompson, presentato prima al Sundance, poi a Cannes e ora disponibile su Disney+. Due ore di musica e testimonianze di chi quel festival dimenticato lo ha vissuto. Nina Simone, Stevie Wonder, B.B. King, Sly & the Family Stone, The 5th Dimension, Gladis Knight, Mahalia Jackson. Sono solo alcuni dei nomi degli artisti saliti sul palco dell’Harlem Cultural Festival davanti una folla festante di uomini e donne di colore, tra i bambini arrampicati sugli alberi e banchetti di cibo agli angoli delle strade.

Il pubblico dell’Harlem Cultural Festival

Attraverso quelle performance, Summer of Soul non si limita a celebrare alcuni dei più grandi artisti del secolo scorso ma ci ricorda come quell’estate del ’69, tra il primo passo di Armstrong sulla Luna – interessante vedere la diversa percezione tra bianchi e neri – e la celebrazione dei figli dei fiori, sia stata anche il punto di svolta di una comunità. L’anno in cui un’intera comunità ha deciso di rivendicare la propria cultura e le proprie origini al grido di “Black is beautiful”. L’abbraccio della propria identità calpestata da secoli di soprusi che rifioriva grazie (anche) all’arte e alla musica.

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B.B. King in una scena di Summer of Soul

Immagini dalla valenza storica inestimabile per anni lasciate in un oblio e ora testimonianza di una comunità viva, compatta e pronta a rivendicare i propri diritti. Questlove intervalla momenti musicali a testimonianze che ricordano come il ’69 fu un anno dalla doppia valenza per la comunità nera. Perché se da un lato la droga, la disoccupazione, il razzismo e il Vietnam erano le piaghe contro cui combattere, è anche vero che quell’ultimo anno del decennio più importante del Novecento abbia visto quegli stessi uomini e donne rialzare la testa, anche grazie alla rivoluzione invocata dalle Pantere Nere. Summer of Soul è pura gioia, un inno alla cultura afroamericana, un viaggio indietro nel tempo per ricucire una pagina di Storia strappata.

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Qui potete vedere il trailer di Summer of Soul:

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