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C’era una volta il punk: Sid & Nancy e quei due cuori malati

Prima di Winston Churchill, ci fu Sid Vicious: Gary Oldman e la discesa agli inferi di una leggenda punk

 «Quando Nancy era felice per qualcosa, Sid cercava di rovinare quella felicità, di uccidere quel qualcosa. Nancy era felice con Sid e Sid si faceva del male, non voleva che lei fosse felice, non si fidava della gente felice e lui voleva fidarsi di Nancy. Sid batteva la testa contro il muro fino a farsela sanguinare e Nancy piangeva e questo faceva contento Sid. Nancy curava le ferite di Sid con profonda tristezza e lui la copriva di baci, succhiava il proprio sangue mescolato alle lacrime di Nancy. A Sid le cose stavano bene così ma Nancy non ce la faceva più e a volte scappava da qualche parte a drogarsi da sola». Questo passaggio, tratto dal libro C’era una volta l’amore ma ho dovuto ammazzarlo, di Efraim Medina Reyes, forse comunica meglio di qualsiasi analisi critica la genuinità, la rozzezza e la sporcizia del cuore di Sid & Nancy di Alex Cox.

Gary Oldman nei panni di Sid Vicious. Sid & Nancy fu presentato a Cannes nel maggio 1986.

La domanda di fondo è: il cinema è in grado di restituire la stessa autentica sgradevolezza e la stessa carica autodistruttiva che caratterizzava la più grande icona punk della storia della musica? Cox ci riesce realizzando un biopic anomalo, incentrato sul rapporto tra Vicious e la Spungen (lui bassista dei Sex Pistols, lei groupie), storia d’amore che ha ucciso entrambi attraverso una spirale tossica di emotività brutale, disprezzo sociale e paranoica solitudine. L’affresco della Londra di metà anni Settanta è autentico e privo di abbellimenti: il film racconta l’esplosione dei Sex Pistols, ma fin dal titolo ciò che interessa meno è la rivoluzione politica e musicale che veniva messa in atto.

Oldman e Chloe Webb in una scena di Sid & Nancy.

Per chi fosse interessata a quello, consigliamo lo splendido documentario di Julien Temple Sex Pistols: oscenità e furore, ma qui il centro è altrove, sulle fragilità che appartenevano a due dei protagonisti più chiacchierati di quel momento storico. Lo sguardo di Cox si mantiene grezzo, e grazie alla memorabile performance di Gary Oldman – prima di Churchill nei panni di un’altra icona british – e Chloe Webb lo spettatore vive in prima persona la loro relazione, sentendosi testimone della derelitta condizione esistenziale da cui la coppia non si sforzava neppure di uscire.

Ancora Oldman. John Simon Ritchie in arte Sid Vicious morì il 2 febbraio 1979.

Sid e Nancy risulta così, soprattutto, un documento prezioso e immediato, completamente puro: forse non perfetto dal punto di vista cinematografico (poca attenzione viene data ai personaggi di contorno, per esempio agli altri componenti dei Pistols, Johnny Rotten e Paul Cook), ma che non ha eguali nel cinema di finzione per aderenza alla spirito, all’estetica e alla poetica che rappresenta. Per i musicofili: si ascoltano molte reinterpretazioni dei brani della band e di Vicious, alcune cantate dallo stesso Oldman (tra cui la folle, sghemba, folgorante versione di My Way di Frank Sinatra). E nella colonna sonora, ecco brani di leggende punk come Joe Strummer, Pogues e Circle Jerks.

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