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Ryan Reynolds: «Il segreto del mio Deadpool? È un bambinone troppo cresciuto»

Dal flop di Lanterna Verde al trionfo di Wade. E la Disney? L’attore canadese dice tutto

Anche se non ti guarda mai negli occhi mentre ti parla, Ryan Reynolds rimane senza dubbio una delle star più affabili di Hollywood. Questa volta lo dimostra alla presentazione italiana di Deadpool 2, a Roma: durante il meet and greet con i fan, li saluta uno per uno, posando per foto e autografi con pazienza e gentilezza. Al polso, il braccialetto del suo alter ego supereroe, circondato dai seguaci della Italian Deadpool Army di Marvel Cosplay Italia, tutti in costume e – rigorosamente – irriverenti. Assieme a Josh Brolin, Reynolds ha fatto poi un giretto in Vespa al Colosseo, con una piccola passeggiata per il centro storico prima di ripartire per la successiva tappa del tour europeo. Orgoglioso del suo Wade, l’attore canadese ha anticipato a Hot Corn le prossime mosse della saga. E molto altro.

I SUPEREROI «Se ripenso a Green Lantern non lo giudico né lo considero terribile, ma so che non ha funzionato ed è stato un mezzo flop. Quando punti tutto sulla spettacolarità può succedere. Questa volta invece abbiamo puntato – come fanno anche gli Avengers – sui personaggi. A essere onesti, Deadpool non avrebbe neppure il budget per super effetti speciali capaci di far esplodere il mondo, anzi nemmeno una città, ma siccome lui se ne frega di proteggere il mondo a noi sta bene così. Anzi: meno abbiamo e più dobbiamo ingegnarci per creare una storia forte».

Sì, è David Beckham.

IO E WADE «Io e Wade ci somigliamo sotto molti punti di vista: siamo entrambi un po’ folli anche se lui esagera molto più di me. In effetti non ha ben chiaro il senso del limite e viene rimesso in riga da David Leitch (il regista, nda) quando esagera. Quando mi lancio nelle peripezie sul set, ho sempre l’impressione di fare un salto in una piscina piena di vetri rotti, poi esco, prendo le distanze e cerco di rimettere insieme i cocci. Così capisco cosa funziona e fin dove posso spingermi. Josh (Brolin, nda) invece non si è trattenuto affatto. Nemmeno quando mia madre è venuta a trovarci sul set».

IL CAPITOLO 2 «Quello che mi piace di Deadpool è che mescola le carte in tavola rispetto ai cinecomics classici. Deadpool è un bambinone troppo cresciuto che usa l’umorismo come arma e scudo per le sofferenze della sua vita. Un aspetto che mi ha sempre colpito. A tratti mi sembra persino che nel nuovo film siamo riusciti ad esplorarne la dimensione familiare attraverso un filtro tipico delle storie Pixar. Sì, ne sono estremamente soddisfatto».

IL FUTURO «Mi auguro che in futuro ci sia ancora spazio per supereroi irriverenti ma per ora il prossimo appuntamento in sala sarà con X-Force, dove Deadpool farà parte di una squadra e non agirà più in solitaria. Se comunque si facesse un terzo capitolo della saga, un Deadpool 3, vorrei prendesse una direzione diversa, più intima. Ovviamente per arrivare lì dovremmo spogliarlo prima di qualsiasi cosa. E fargli toccare il fondo».

DISNEY & FOX? «Onestamente non posso dire molto, anzi non posso dire niente finché non viene finalizzato l’accordo tra Disney e 20th Fox, anche perché a livello legale non ci hanno potuto comunicare nulla. Ma sono piuttosto fiducioso: a Bob Iger della Disney Wade piace molto e non credo che la società abbia comprato 20th Fox per smembrarla. Anzi, sono convinto che voglia lasciarle la sua identità».

 

 

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