
Il Vangelo di Giuda, la recensione: il peso di un destino già scritto
ROMA – Sul fondo di un cielo plumbeo, Cristo è già morto sulla croce. Una figura corre di spalle: un mantello nero si agita nel vento, i passi sono rapidi, quasi disperati. Non sappiamo chi sia, eppure lo sappiamo. Stringe una corda tra le mani. Poi il silenzio. Il bosco. Un corpo che penzola. E …











