ROMA – Dopo anni di attesa, Il Diavolo Veste Prada torna sul grande schermo con un secondo capitolo che riporta in scena uno dei cult pop più amati degli anni Duemila. Il primo film aveva lasciato un segno profondo nell’immaginario collettivo, grazie a personaggi iconici e momenti diventati memorabili, come il celebre “monologo ceruleo”. Questo sequel, però, pur riuscendo a intrattenere, non raggiunge la stessa forza simbolica e narrativa. Se nel film originale del Il Diavolo Veste Prada il fascino nasceva dal contrasto tra l’ingenuità di Andy e l’ambiente spietato della moda, qui quell’elemento appare attenuato. Non si tratta solo di una perdita di brillantezza: replicare l’impatto del primo capitolo era probabilmente un’impresa quasi impossibile. Eppure, nonostante qualche limite, il pubblico ha risposto positivamente, premiando il film al botteghino.








Lascia un Commento