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Pig | Nicolas Cage, un maiale e un film imperdibile. Ma perché dovreste vederlo?

Intimo, disperato, oscuro: il film, diretto da Michael Sarnoski, è imperdibile. In streaming su CHILI

Pig
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ROMA – Sì, per chi scrive, Pig di Michael Sarnoski è il miglior film visto lo scorso anno. Perché? Perché è tutto il contrario di quello che potete immaginare. Attenzione, dalle prime immagini avevamo già predetto che sarebbe stata un’opera eccezionale, ma vedendolo – appena un’ora e mezza – si entra in una storia estremamente personale, costruita sopra i toni scuri di un cinema artigianale e meraviglioso, mentre il dramma – scena dopo scena – si fa sempre più potente, quasi asfissiante. Al centro della storia – scritta da Sarnoski con Vanessa Block – due personaggi che, alla fine, sono la stessa cosa: Robin “Rob” Feld, un solitario cercatore di tartufi, e Brandy la sua scaltra e irresistibile maialina che, con infallibile fiuto, riesce a trovare i preziosi funghi sotterranei, da rivendere poi ad Amir (Alex Wolff), inesperto fornitore di pregiati ingredienti culinari.

La maialina Brandy e Nicolas Cage in Pig
La maialina Brandy e Nicolas Cage in Pig

Rob e Brandy, in Pig, si sovrappongono, seguono la medesima linea e intrecciano gli eventi che, vedrete, diventano incontrollabili: l’uno è l’estensione dell’altra e viceversa; hanno un rapporto simbiotico che va oltre tutto. Entrambi sono soli, entrambi sono dipendenti tra loro. Poi, però, la tragedia: Brandy viene rapita da due balordi e allora Rob è costretto a tornare in città, nella sua Portland. Già perché prima di ritirarsi era una degli chef più stimati e ricercati della città. Non andiamo oltre, né vi sveliamo altri particolari di quello che è un racconto sommesso, delicato ed intimo in cui esplode ancora una volta il talento (continuamente e inspiegabilmente) sottovalutato di Nicolas Cage, livido, sporco e arrabbiato in quello che è uno dei suoi migliori ruoli.

Nicolas Cage è Robin “Rob” Feld in Pig
Nicolas Cage è Robin “Rob” Feld in Pig

Ancora una volta, Cage dimostra di essere un interprete capace di attraversare verticalmente lo spettro emotivo, mettendoci sentimento in opere come Pig, pellicole lontane dal frastuono di Hollywood e più vicine alla purezza dell’arte cinematografica, quella che riesce ancora a raccontare storie come questa. E non è un caso che per il ruolo dello chef Rob sia stato scelto proprio Cage: il suo personaggio riflette in parte l’anima dell’attore, stufo di essere assorbito dalle major e costantemente asservito al compromesso. Il Robin Feld di Pig fa lo stesso: una tragedia lo porta ad allontanarsi dalla vacuità, ripudia il suo genio da chef e lo fa tornare all’essenzialità di una vita condivisa con la maialina Pig, riabbracciando il candore, la condivisione, la pace.

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Nicolas Cage e Alex Wolff

Ecco, la pellicola di Michael Sarnoski (pensate un po’, al debutto alla regia) è la straziante rottura di un’armonia precaria e ritrovata, che fa riemergere le ombre e i tormenti di un passato spietato pronto a mordere Rob (tra le più belle e amare figure viste al cinema negli ultimi anni), affogandolo in una consapevolezza dolorosa e lancinante racchiusa in una vecchia audio cassetta impolverata, messa su quando ormai non c’è più nulla da perdere. È pazzesca la forza visiva e narrativa che il regista mette in scena, folgorante l’intensità con cui Cage sorregge e accarezza il personaggio, brutali le svolte prese da Pig. Somme perfette in un’opera che rende il cinema quell’arte sensoriale e incantevole che smuove stomaco, cuore e testa.

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Qui il trailer di Pig:

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