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Oprah Winfrey: «Nelle Pieghe del Tempo, tra sogno, politica e filosofia di vita»

L’amicizia, Maya Angelou e la luce interiore: perché (ri)vedere su CHILI il blockbuster Disney

Oprah Winfrey sul set de Nelle pieghe del tempo.

ROMA – Cos’hanno in comune Beyoncé, Michele Obama e Oprah Winfrey? Facile: sono le donne afroamericane più potenti del pianeta. E c’è chi, dopo il discorso pronunciato da regina Oprah durante i Golden Globe ha auspicato addirittura una sua candidatura alla Casa Bianca. Conduttrice, scrittrice, produttrice, attrice e filantropa, la Winfrey è il simbolo dell’american dream, fatto di infanzia poverissima nel cuore del Mississippi e un successo costruito nel tempo. Tra le molte esperienze, non è mai mancato il cinema, con tanto di esordio con nomination agli Oscar nel 1984 per Il colore viola. Ora, a quattro anni da Selma, ritrova l’amica Ava DuVernay per la trasposizione Disney di Nelle pieghe del tempo, disponibile su CHILI, in cui la Winfrey interpreta la Signora Quale, personaggio costruito, come ha raccontato in collegamento da New York, ispirandosi alla poetessa Maya Angelou.

Oprah Winfrey e Ava DuVernay sul set de Nelle pieghe del tempo.

L’AMICIZIA «Una delle ragioni per cui esiste Nelle pieghe del tempo? La mia amicizia con Ava DuVernay. Anni fa, credo fosse il 2012, qualcuno mi mostrò il Dvd di Middle of Nowhere, un film che mi colpì moltissimo. Così cercai il suo nome su Google, notai che ci somigliavamo, e vidi in lei l’essenza di una persona della quale sarei voluta essere amica. Qualche mese dopo organizzai un evento con il solo pretesto di invitarla ed è così che diventammo amiche. Quando tieni a qualcuno, vuoi supportarlo ed è quello che ho fatto in questo caso».

IL PERSONAGGIO «Quando ho letto la sceneggiatura, c’era dentro tutto quello che potevo sperare per il mio ruolo. Avevo una grande mentore, Maya Angelou, scrittrice di cui ho letto tutti i libri quand’ero ancora ragazza. Diventò il mio spirito guida. Ho modellato il mio personaggio, Signora Quale, pensando a lei e a Glinda, la strega buona del Nord de Il Mago di Oz».

Con il costumista Paco Delgado prima di una scena.

IL POTERE «La Signora Quale ripete sempre che tutti abbiamo un potere. Così mentre giravamo il film ho messo anche un pizzico di me stessa nel personaggio perché quando dice a Meg che l’unica cosa che deve fare è trovare la sua reale frequenza, beh, quella è la mia filosofia di vita. Tutti noi ne abbiamo una e quando la seguiamo con fiducia possono accadere cose incredibili…».

IL SIGNIFICATO «Quando Madeleine L’Engle scrisse Nelle pieghe del tempo nel 1963 stava parlando della Guerra Fredda e del movimento per la lotta dei diritti civili, e tutto quello che so io oggi è che non si può più scappare dal buio, così come non si può farlo dalla luce: la Terra è un pianeta di opposti, bisogna conviverci. Ovunque ci siano confusione e gelosia, basta un barlume di luminosità a spazzare via le tenebre».

Ne Il colore viola. Era il 1985 e Oprah, a 31 anni, ricevette una nomination all’Oscar.

L’OPINIONE «La fortuna? È solo essere preparati così da poter sfruttare il momento in cui si presenta un’opportunità. Molti potrebbero dire che Storm Reid, la protagonista del film, è stata fortunata ad avere ottenuto il ruolo della protagonista. La realtà invece è che è stata fortunata perché era preparata, altrimenti non sarebbe stata scelta».

LA LUCE  «Credo che Nelle pieghe del tempo, e prima ancora il libro, parlino anche di quest’epoca confusa in cui viviamo. Dobbiamo trovare la luce dentro di noi: questo è il vero lavoro delle nostre vite. Capire chi siamo e come diventarlo. Intendo dire, non quello che i nostri amici o familiari vorrebbero che fossimo, ma il nostro vero io».

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