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Noomi Rapace Vs Rooney Mara | Qual è la migliore Lisbeth Salander?

Dopo il confronto su Catwoman, salite nuovamente sul nostro ring: quale Lisbeth preferite?

LISBETH SALANDER – Noomi Rapace | Maggio 2009: esce Uomini che odiano le donne, adattamento del primo capitolo della trilogia Millennium dello scrittore svedese Stieg Larsson, morto improvvisamente a cinquant’anni per arresto cardiaco. Il caso letterario degli Anni Zero. C’è grande curiosità per gli amanti dei libri di vedere sullo schermo come fossero stati resi i protagonisti: la produzione è svedese, il regista Niels Arden Oplev è un carneade, l’attore che interpreta il giornalista Mikael Blomkvist ha la faccia banale di uno svedese “butterato”. E poi c’è lei, Lisbeth Salander, ovvero Noomi Rapace: uno shock anche per chi già l’aveva immaginata attraverso le pagine del libro.

Una prova geniale, che fa emergere in pieno gli aspetti psicologici più inquietanti di questa hacker, vittima di terrificanti abusi sessuali da bambina e anche ora che è adulta: sguardo impassibile, lineamenti spigolosi, rabbia repressa che si manifesta con un look post-punk memorabile, giubbotto da motociclista, skinny pants in pelle, anfibi e piercing sul corpo. L’empatia nei suoi confronti è immediata, perché da subito comprendiamo il dolore, ma al medesimo tempo il suo comportamento grintoso e a volte aggressivo ci infiamma. E in questa durezza, però le fragilità dell’animo di Lisbeth sono evidenti. Le femministe di tutto il mondo hanno una nuova eroina.

LISBETH SALANDER – Rooney Mara | Ma avevamo bisogno di un remake di Uomini che odiano le donne a soli due anni di distanza? Pensavamo di no, ci sbagliavamo. Perché dietro la macchina da presa c’è David Fincher, che realizza un lavoro tecnicamente ed esteticamente impressionante, cyberpunk, gelido e disturbante, i cui temi rientrano perfettamente nella sua poetica: la normalità del Male, la schizofrenia di una società contraddittoria. Nuovamente perplessi, ci chiedevamo chi potesse impersonare Lisbeth Salander dopo la Rapace. La risposta? Rooney Mara.

Più sexy e meno spigolosa nei tratti del viso, Rooney Mara riesce a essere all’altezza del modello originale, offrendo una prova fisica addirittura più estrema: basti pensare all’insostenibile sequenza dello stupro, un autentico pugno nello stomaco. La sua Lisbeth appare più sfumata e indecifrabile, forse meno violenta e determinata, quasi un fantasma quando è silenziosa, mentre trasmette inquietudine e morbosità quando parla. E il look è altrettanto notevole: androgino, un po’ grunge e gothic metal, quell’irresistibile cresta da punk rocker che mancava alla Rapace nel primo film. Un’interpretazione sorprendente, vero trampolino di lancio per la carriera della Mara.

IL VERDETTO Vince Noomi Rapace al fotofinish, favorita dal semplice fatto di essere arrivata prima. Una vittoria non scontata, perché la Mara realizza una vera e propria impresa, proprio perché la Lisbeth Salander originale sembrava già perfetta così, mentre Rooney le aggiunge ulteriore enigmaticità e perversione.

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