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Men in Black: International | Ma com’è lo spin-off con Chris Hemsworth e Tessa Thompson?

Gli agenti in nero sono tornati in un film rivolto (soprattutto) ai più giovani. Al cinema dal 25 luglio

Una scena di Men in Black International

Men in Black di Barry Sonnenfeld è uno di quei quattro o cinque film fondamentali degli Anni Novanta. Un classico senza tempo, una sorta di pulp movie in salsa sci-fi, dove svettavano, in un trittico incredibile, Will Smith, Tommy Lee Jones e una Manhattan diventata porto alieno, crogiolo di razze interstellari e improbabili personaggi da fumetto (del resto, il franchise è tratto proprio da una saga comics). Da quel film, continuando a giocare sul fascino degli uomini in nero, custodi dei segreti dell’universo, altri due film, con il terzo (notevole), uscito nel 2012 che addirittura citava Andy Warhol, in un viaggio nel tempo tra la New York contemporanea e quella degli Anni Sessanta.

Back in Black

Così, mentre Hollywood (ri)cerca il suo posto nel mondo con sequel, spin-off e prequel, la Sony con Men in Black: International sforna un nuovo capitolo della saga, facendo fare agli agenti H e M (Chris Hemsworth e Tessa Thompson) il giro del mondo. Un po’ seguito diretto – ci sono rimandi e camei più o meno illustri dei precedenti capitoli –, un po’ episodio parallelo, il film diretto da F. Gary Gary parte da Parigi, torna a New York, nella base del Brooklyn Battery Tunnel, a due passi da Battery Park, vola sotto il Big Bang di Londra, finisce tra i bazar di Marrakesh, approda su un’isola vicino Napoli e, di nuovo, fa scalo sulla Torre Eiffel.

Liam Neeson e Tessa Thompson in Men in Black: International

Un tour alla scoperta di nuovi alieni, con Chris Hemsworth e Tessa Thompson (Liam Neeson è la new entry del caso, mentre Emma Thompson è ancora l’Agent O) che hanno una notevole chimica con il grande schermo, indossando in modo impeccabile quell’iconica divisa. Allora, la storia, sceneggiata da Art Marcum e Matt Holloway, orchestrata su un complotto intergalattico in cui gli stessi Men in Black sono pedoni di una scacchiera che gioca (solo) sullo humour, sui botta-e-risposta dei buddy movies e sull’azione studiata per far presa, soprattutto, sul pubblico più giovane.

Chris Hemsworth e Tessa Thompson in azione

Perché, gli affezionati del film uscito nel lontano 1997, capaci di rivedere le teorie complottistiche degli UFO in chiave quasi comedy, in Men in Black: International ritroveranno certe dinamiche, ma in un contesto del tutto sconosciuto. Si riflette sulla parità di genere, sull’integrazione piuttosto che sull’esclusione, si cerca di citare l’approccio scanzonato tipico dei cinecomics moderni, anche se l’identità di Men in Black farebbe parte di un altro genere. E l’essenzialità della cornice newyorkese viene sostituita da una globalità che, nel suo messaggio di fondo, cerca di portare avanti l’idea che ogni specie abbia gli stessi sacrosanti diritti, ovunque essi siano. Umani o alieni che siano.

Qui il trailer di Men in Black: International:

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