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Mats Grorud: «The Tower, la mia animazione e l’importanza di dare voce ai palestinesi…»

La storia, la Nakba, i profughi, il presente: il regista norvegese racconta il suo film, ora in streaming

The Tower
La bambina protagonista di The Tower: Wardi.

ROMA – Guardare il film oggi, in mezzo alle notizie devastanti che arrivano da Gaza e Rafah, ha un effetto davvero straniante, ma se era potente quando è uscito sei anni fa, ora The Tower – finalmente disponibile in Italia in streaming per la prima volta su Open DDB qui – è un pugno nello stomaco, una storia che mescola lacrime e gioia, dolore e vita composta con sequenze girate con la puppet animation unite a scene create in 2D. Racconta la storia di Wardi, una bambina palestinese di 11 anni, che vive con la sua famiglia in un campo profughi in Libano. Conoscerà la storia della sua famiglia attraverso i racconti di tre generazioni precedenti di rifugiati, a partire dal nonno e dalla chiave che porta sempre addosso. Abbiamo intervistato il regista del film, il norvegese Mats Grorud, per sapere come e dove sono nati il progetto e la storia di una pellicola mai come ora importantissima.

The Tower
Una scena di The Tower con la piccola protagonista: Wardi.

LA PRIMA IDEA – «Ho vissuto circa per un anno nel campo profughi palestinese di Bourj el Barajne, uno dei dodici campi ufficiali istituiti dopo la Nakba del 1948 – in Libano – dopo che praticamente due terzi della popolazione palestinese venne espulsa o deportata dalla propria terra. Ero lì nel ruolo di un lavoratore solidale, vivevo all’interno del campo e lavoravo con i bambini. All’epoca facevo già animazione, quindi l’idea di costruire poi un film basato sulle mie esperienze nel campo era sempre presente, ma non era affatto il motivo principale per cui ero lì. Ho iniziato a fare interviste con i miei amici e le loro famiglie nel campo per poter avere materiale che in qualche modo avrei potuto utilizzare in seguito in un documentario animato. L’idea è quindi nata vivendo nel campo, che si chiama Al Bourj o – letteralmente – la Torre, appunto, The Tower, come il film».

Un’altra scena di The Tower. Il film è in streaming su Open DDB

LE TORRI – «Le torri sono la realtà del campo, che non può espandersi, quindi quando nascono nuove generazioni, l’unico modo per fare spazio – e farsi spazio – è verso l’alto. Sono stato anche ispirato dal progetto di storia orale nel campo, dove i giovani intervistavano i bisnonni riguardo alla fuga dalla Palestina. I bambini poi mettevano in scena in un teatro le loro interviste e gli anziani guardavano e poi piangevano. Anche i giovani piangevano. Questo trauma condiviso della Nakba, che non appartiene al passato ma continua a essere il presente per i palestinesi, è qualcosa che volevo catturare in The Tower, registrare la loro resilienza e la capacità di sopravvivere in questa condizione assurda, sia come rifugiati dentro o fuori dalla loro patria, costretti al silenzio in Israele, o vivendo sotto occupazione in Cisgiordania e Gaza».

The Tower
Un altro momeno del film.

IL CAMPO – «Il film è un tentativo di catturare e mostrare parte di ciò che ho vissuto nel campo: riguarda ciò che dovremmo imparare dai Palestinesi e ciò che ho sperimentato su come le persone siano vicine l’una all’altra, si aiutino, siano sociali, condividano e si prendano cura l’una dell’altra. Volevo fare un film sui miei amici intelligenti, astuti, poetici, sulla gioia e sul dolore che è sempre vicino. Le vite delle persone non sono tragiche, ma la loro situazione e ciò che è loro accaduto è una tragedia, come dice Loutfi nel film. Volevo fare un film diverso sugli arabi, sui palestinesi, sulle donne, sui rifugiati, sui combattenti della resistenza, rispetto all’immagine che normalmente ci viene presentata attraverso i media occidentali. Volevo presentare un’immagine il più possibile vicina a quella che i miei amici volevano presentare di se stessi, e come percepivano la loro storia, il loro presente e il loro futuro».

La libertà immaginata in un frame di The Tower.

IL PRESENTE – «Oggi? Questa è una domanda difficile, visto che ci troviamo nel bel mezzo di questa orrenda e indiscriminata strage di persone – che colpisce per prima donne e bambini. The Tower parla di speranza e futuro, e spesso ho pensato al motivo per cui Israele sta facendo esattamente ciò che sta facendo – uccidere i bambini. Perché? Perché è un tentativo di uccidere le aspirazioni e i sogni dei palestinesi per il futuro. È difficile mettere in parole ciò che provo ma è come un lungo tunnel oscuro, una diga di dolore che scoppia in lacrime ogni tanto, ma che è sempre piena fino all’orlo. Se qualcuno può insegnarci come sia vivere con questa pena, penso che siano i palestinesi che nonostante il loro patire, trovano modi per vivere, sorridere e ridere».

The Tower
Wardi e il suo amato bisnonno Sidi.

LA REAZIONE – «Ho mostrato il film soprattutto ai palestinesi e, da quello che mi dicono, il film ha un impatto emotivo oltre quello che si sperimenta normalmente guardando un documentario o una finzione sulla Palestina. L’animazione, i disegni e l’arte hanno il potere di raggiungere e toccare in modi diversi – quindi penso che sia importante avere un testimone della propria storia e della propria esistenza, la sensazione di essere visti e ascoltati. Spero che il film crei uno spazio in cui ci si possa immergere e abbassare le difese, permettendo di sentire ciò che si prova, che sia tristezza, rabbia, gioia o qualsiasi altra emozione legata all’esperienza di vivere la propria vita nella realtà e nella società palestinese. Il film è stato proiettato durante eventi di organizzazioni israeliane per la pace come Zochrot e Jewish Voice for Peace, e sono stati molto positivi nei confronti del film. È stato importante per me fare un film che parli dell’esperienza palestinese, quindi davvero l’altro lato è il meno presente possibile. Volevo evitare il tipo di film in cui si deve mostrare l’oppressore. Per me era importante dare voce alle persone che soffrono sotto questa occupazione e che si sentono molto sole in un mondo che sembra averle dimenticate…».

  • OPINIONI | Tantura e quel documentario da vedere
  • VIDEO | Qui potete vedere il trailer di The Tower:

 

 

 

 

 

 

 

 

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