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Io & il Cinema | Marianne Mirage: «Io, tra Shirley Temple, Marco Giallini e Oliver Stone»

La rubrica di Hot Corn in cui musicisti, scrittori, attori e registi raccontano i loro film preferiti

Shirley Temple, Marco Giallini o Oliver Stone? I pensieri di Marianne Mirage.

ROMA – Musica e cinema s’intrecciano nel nuovo progetto di Marianne Mirage: L’amore è finito, singolo appena uscito per anticipare l’album – in arrivo ad ottobre – e anche un corto diretto da Fabio Resinaro con protagonista Marco Giallini, un piccolo film con tanto di poster in tema che viene descritto dalla Mirage come “un piccolo Kill Bill alla romana, ma anche Gotham in salsa milanese”. Maglietta di Breaking Bad e un’intraprendenza degna di Uma Thurman, non è la prima volta che la cantautrice incrocia la sua strada con la settima arte: due anni fa pubblicò The Place, tema della colonna sonora del film di Paolo Genovese. «In effetti cantare è un po’ come recitare. Quando porti le parole su un palco le interpreti come se fossi un’attrice. Io nella vita mi chiamo Giovanna ma ho un nome d’arte che dimostra proprio questa trasformazione e mette in scena la dimensione del gioco. Dentro di me c’è ancora quella bambina che fa le ruote ovunque e raccoglie le conchiglie».

IL PRIMO FILM CHE TI HA FOLGORATO «Da piccola mi affascinavano tutti i film con Shirley Temple perché era il mio opposto: assolutamente perfetta, bionda e boccolosa mentre io ero un maschiaccio. Da poco ho scoperto invece che quei capelli non erano naturali e che i boccoli le venivano arricciati ogni mattina. Con il senno di poi penso: “Meglio così, vuol dire che il mondo accetta i difetti”. Insomma, posso dire che il primo ricordo del cinema è legato alla prima delusione infantile». 

Un primo piano della boccolosa Shirley Temple

IL FILM CHE RIVEDRESTI ALL’INFINITO  «U Turn – Inversione di marcia di Oliver Stone. Ho incontrato il regista al Magna Grecia Film Festival e gliel’ho detto. Mi ha risposto: “Beh, certo, è un buon film”. L’ho scoperto per caso a quattordici anni alle tre di notte su Rete 4 e mi ha cambiato la vita, con una giovanissima Jennifer Lopez, erotica e talentuosa. Ho trovato un’affinità con il mio corto, che parla del destino. T’illudi di fare delle scelte ma in realtà non decidiamo noi. E infatti nel film quando Sean Penn decide di scappare con i soldi poi si rompe l’auto e deve tornare indietro. Ma a volte non si può cambiare strada».

Jennifer Lopez e Sean Penn in U Turn.

LA COLONNA SONORA DEL CUORE «Una colonna sonora che mi ha fatto venire gli incubi da piccola, quella che scrisse John Williams per Lo squalo: con solo due note mi ha perseguitata a lungo dandomi l’impressione di essere sempre braccata. Un distillato di pura paura, la sensazione più potente al mondo. È nella semplicità che si trova l’immediatezza».

IL FILM CHE AMI E CHE NESSUNO CONOSCE  «Voto di nuovo per U Turn – Inversione di marcia, che in effetti è poco citato, e aggiungo anche Io sono l’amore di Luca Guadagnino con Tilda Swinton. Ci metto anche tutti i film psichedelici degli Anni Sessanta e Settanta da Psych out, Space is the place, Quadrophenia con Sting: li ho scoperti grazie alla mia collezione di 45 giri».

Io sono l’amore: Tilda Swinton e la famiglia Recchi.

LA SCENA CHE TI COMMUOVE OGNI VOLTA «Quando Edith Piaf in La vie en rose ha un incubo, si sveglia e urla “Marcel”. E Marion Cotillard si gira durante l’urlo per ritrovarsi sul palco a cantare. Quel momento spiega il motivo per cui si canta, il bisogno di sentire l’amore dalla pancia, quel disperato bisogno viscerale di esprimersi. Parla alle mie paure di subire una simile tragedia».

Marion Cotillard è Edith Piaf in La vie en rose.

IL REGISTA CON CUI VORRESTI COLLABORARE  «Debuttare nella recitazione accanto ad un gigante come Marco Giallini è stato un onore incredibile perché lui è un artista talmente vero da impormi di diventarlo. Credo sia bastato uno sguardo. Non abbiamo neppure fatto le prove. Ma se proprio devo sognare in grande allora vorrei fare un bel musical con Tarantino. Non sarebbe divertente?».

Leonardo DiCaprio e Quentin Tarantino in una pausa sul set di C’era una volta a Hollywood.

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