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Lorenzo Tomio: «Da Dampyr a Tutto chiede salvezza, il percorso delle mie colonne sonore»

I due progetti, i riferimenti, le passioni e il suono. Il compositore si racconta a Hot Corn

Lorenzo Tomio
Lorenzo Tomio in posa plastica. O quasi.

MILANO – Dagli studi con Luis Bacalov alla passione per György Ligeti, tra Netflix e i cinecomics, tra elettronica e sinfonica. Uno dei migliori nomi oggi sulla scena delle colonne sonore italiane? Senza dubbio Lorenzo Tomio, compositore eclettico quanto potente che già aveva catturato la nostra attenzione per il (bel) lavoro fatto su Punta Sacra di Francesca Mazzoleni (che vi avevamo raccontato qui). Nelle ultime settimane Tomio è ritornato con due nuove soundtrack – quella per la serie Tutto chiede salvezza e l’altra per il cinecomics della Bonelli, Dampyr – dimostrando ancora una volta il suo talento totale (se avete dubbi andate a sentirvi la sua Giovanni’s Arpeggio qui). Ecco la nostra conversazione con lui.

Alcune delle colonne sonore di Lorenzo Tomio.

TUTTO CHIEDE SALVEZZA – «Sono stato contattato da Francesco Bruni nel 2021, mentre chiudevo il mix di Dampyr a Berlino. Non ci conoscevamo, ma Francesco aveva apprezzato le musiche che avevo scritto per Piuma di Roan Johnson e per Punta sacra di Francesca Mazzoleni. Mancava ancora Netflix da convincere, poiché non avevo mai collaborato con loro. Quindi in luglio, finito Dampyr e dopo aver letto il libro di Mencarelli, ho cominciato a scrivere dei provini assieme alla mia compagna Maddalena Pasqua. Con Francesco si è instaurato subito un ottimo rapporto e il lavoro è stato lungo, ma molto bello e stimolante. Nella serie ho cercato una leggerezza che non fosse mai banale, perché il tema era di grande importanza e le musiche non potevano rischiare di spostare il focus.

Lorenzo Tomio in azione.

Ho lavorato sulla ricerca di sonorità elettroniche particolari, usando spesso le voci (di Maddalena) per accompagnare le scene oniriche, e suoni più vecchia scuola per le scene più divertenti. Francesco è sempre stato molto aperto alle proposte, anche a quelle un po’ più spinte come per esempio il brano Alessandro, dove la ritmica è molto presente, tanto da diventare uno dei suoi brani preferiti della colonna sonora»,

DAMPYR – «L’inizio è stato dei più classici, ovvero il music supervisor del film Giovanni Guardi mi ha chiamato chiedendo: “Hai voglia di fare un provino per questo film?”. E io, da amante di molti eroi Bonelli, ho accettato. C’erano già sceneggiatura, storyboard e qualche indicazione del regista, Riccardo Chemello. Da lì è cominciato un viaggio condiviso fin dall’inizio con Maddalena e con Daniele De Virgilio, bravissimo nella scolpire i suoni di synth. Uno dei punti di forza nel lavoro su Dampyr? Il tempo, che mi ha permesso di approfondire le idee. Inoltre la possibilità di coinvolgere personalità importanti è stato fondamentale: Francesco Donadello, fonico di mix tra gli altri di Chernobyl di Hildur Guðnadóttir, o Anthony Weeden, orchestratore che ha lavorato ad Arrival e Sicario di Jóhann Jóhannsson – uno dei compositori che più ho ammirato. E poi la possibilità di avere un budget che normalmente non si ha a disposizione in Italia».

IL RIFERIMENTO – «Uno dei compositori che ammiro di più è senza dubbio György Ligeti, sperimentatore in ogni sua opera, ma grande cultore della tradizione. Un altro compositore che amo molto è Fausto Romitelli che purtroppo ci ha lasciati troppo presto, ma che nel suo percorso era riuscito ad unire la musica contemporanea con l’elettronica dei Pan Sonic citando i Pink Floyd, Jim Morrison e Professor Bad Trip. Mi piace molto la ricerca nelle colonne sonore di Cristobal Tapia de Veer e Mica Levi. Nell’elettronica sono cresciuto ascoltando Aphex Twin, ma ultimamente di sicuro Jon Hopkins, Apparat e Lorn…».

Artikulation di György Ligeti.

IL DISCO – «La mia colonna sonora preferita? Ne ho avute tante nel corso degli anni. Se dovessi indicarne una senza battere ciglio è di sicuro Star Wars di John Williams. Ma hanno avuto un posto nella top five anche Arrival di Jóhann Jóhannsson, le musiche di Michael Nyman per i film di Greenaway (per esempio Giochi nell’acqua, forse l’ascolto che mi ha fatto accendere la scintilla che mi ha portato a questo percorso professionale), Il Petroliere di Johnny Greenwood, Utopia di Cristobal Tapia de Veer».

L’edizione definitiva della colonna sonora di Guerre stellari.

PUNTA SACRA – «Lavorare con Francesca Mazzoleni è sempre bello, perché lei è una persona fantastica e ormai si è instaurato un rapporto che dura da molti anni. Ma al di là di questo, il lato umanamente più forte di quest’esperienza è quel luogo: Punta Sacra, la Foce del Tevere. Non siamo stati noi a fare un documentario su Punta Sacra. È Punta Sacra che si è raccontata attraverso di noi. Quelle persone, quella storia, quel luogo, quei bambini. Il diritto alla casa è parte dell’art. 25 della Dichiarazione universale dei diritti umani. Non succede spesso in Italia di produrre dei contenuti con un tema sociale così forte, come se avessimo sempre un po’ paura di lavare i panni sporchi in piazza. Ed è stato proprio questo a legarmi in maniera così viscerale all’esperienza Punta Sacra, nonostante per me sia stato abbastanza breve in termini di tempo, come lavoro. E infatti le musiche guardano più ai sogni e alla poesia di quel luogo, piuttosto che alle loro magagne quotidiane». 

I COMPOSITORI IN ITALIA – «Credo che in Italia persista una visione poco corale del cinema. Ci attacchiamo al nome del regista o dell’attore, e perdiamo di vista il resto della squadra. Perché il cinema è alla fine un lavoro di squadra. Funziona se funzionano tutti. Inoltre, per via della nostra tradizione, la musica per film è sempre stata considerata di secondo grado. In Italia i compositori di musica per l’immagine vengono ancora considerati di serie B. Ennio Morricone dovette aspettare anni prima di essere considerato un vero compositore dalla critica, tanto che ne fece una malattia. E poi c’è un problema culturale. Nel senso che le interviste le fanno i giornalisti, non ce le facciamo da soli noi compositori e questo nonostante il compositore sia una delle quattro figure autoriali di un film, secondo l’articolo 44 della legge sul diritto d’autore.

Lorenzo Tomio
Lorenzo Tomio in azione.

Non dimentichiamo che a colonna sonora non è solo un accompagnamento, ma è il film stesso, come ha detto Hans Zimmer. Forse è stata anche un po’ colpa dei compositori, che si sono ghettizzati tra loro. Ci sono mille motivi, che a loro volta innescano dinamiche dalle quale poi è difficile allontanarsi.  In Italia è da poco nata ACMF, l’associazione italiana per i compositori di musica da film, di cui faccio parte, e con la quale speriamo prima o poi di abbattere le dinamiche di cui sopra, tra cui la questione di genere. Perché il cinema e il mondo della musica per l’immagine per ora parlano ancora fortemente al maschile…».

IL REGISTA – «Se potessi scegliere un regista con cui collaborare? Credo Wes Anderson in prima battuta, ma anche Yorgos Lanthimos che ha utilizzato molto poco la musica originale e trova sempre una chiave particolare di utilizzo».

  • SOUNDTRACK | La nostra sezione dedicata alle colonne sonore
  • AUDIO | La colonna sonora di Tutto chiede salvezza

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