in

Perché Les Parapluies de Cherbourg è il più grande (e triste) musical di tutti i tempi

Amore, canzoni, poesia. Ma cosa significa rivedere oggi il film di Jacques Demy che ispirò La La Land?

Catherine Deneuve e Nino Castelnuovo in un'immagine di Les Parapluies de Cherbourg.

BOLOGNA – Chiunque si trovi in Francia e desideri acquistare un ombrello di un certo prestigio, sa che durante le proprie ricerche si imbatterà in una storica catena di negozi chiamata Les parapluies de Cherbourg (letteralmente, gli ombrelli di Cherbourg). Cherbourg è una piccola cittadina che si affaccia sul canale della Manica, è poco frequentata dai turisti e i suoi ombrelli sono uguali a quelli che si possono trovare in ogni altra località della Francia. Eppure, Jacques Demy scelse proprio questo posto come ambientazione per il suo musical, che intitolò, per l’appunto, Les parapluies de Cherbourg, adottato poi come nome dall’azienda produttrice di ombrelli. Un film colorato ma tristissimo, con dialoghi cantati ma privo di ballo. Possibile? Sì. La pellicola lanciò la carriera di una giovanissima Catherine Deneuve, qui nel ruolo di protagonista, e valse a Demy la Palma d’Oro a Cannes. Era il 1964.

Catherine Deneuve e Nino Castelnuovo in una scena di Les parapluies de Cherbourg.

Ma andiamo con ordine: Le parapluies de Cherbourg ruba i colori sgargianti e quasi inverosimili dei musical di Minnelli e li adatta ad un contesto realistico e malinconico. Demy racconta la storia di due innamorati, Geneviève (Catherine Deneuve) e Guy (il nostro Nino Castelnuovo). Che la coppia è destinata a separarsi, lo si capisce dall’inizio: un po’ dalla tristezza negli occhi dell’ansiosa e mai serena Geneviève, un po’ dal canto lamentoso che Michel Legrand (grande compositore, amatissimo all’epoca) mette in bocca agli attori. La guerra in Algeria è usata come espediente per la partenza di Guy, costretto ad andare a combattere. Geneviève è a tanto così dal morire di dolore, tanto più quando scopre di essere incinta. Peggio di lei sta solo la madre (Anne Vernon), preoccupata per i debiti accumulati col negozio di ombrelli (eccoli, finalmente, gli ombrelli di Cherbourg!) e in pensiero per i pettegolezzi dei vicini. Il tempo passa, ma Guy non torna.

Catherine Deneuve in un’altra scena del film.

Così, Geneviève finisce in sposa ad un commerciante di diamanti, Roland Cassard (Marc Michel). Quando Guy tornerà dall’Algeria non potrà far altro che rassegnarsi, ritrovando l’amore nella dolcissima Madeleine (Ellen Farner).Qualche anno fa, Damien Chazelle dichiarò che Les parapluies de Cherbourg fu di grande ispirazione per il suo La La Land, e non è difficile capire perché. Gli abiti di Emma Stone che si coordinano con la scenografia rimandano a quelli di Catherine Deneuve, cuciti con stoffe simili alla carta da parati con cui erano tappezzate le stanze in cui Geneviève entrava. Ancora più, è la malinconia insita nelle trame a fare da connettore: seppur declinato secondo logiche narrative differenti, il finale di La La Land insegue quello di Les parapluies de Cherbourg. In entrambi i casi, i due innamorati si ritrovano anni dopo, quando non hanno ormai più niente in comune.

La lettera.

Chazelle – se ricordate – sceglieva di non far parlare Ryan Gosling e Emma Stone, c’era solo uno scambio di sguardi nel locale che valeva più di mille parole. Demy lascia invece spazio a un breve dialogo, ma i suoi innamorati non hanno più niente da dirsi e il film, iniziato col calore di una passione giovanile, termina sotto la neve di Cherbourg. Stucchevole e pesante sotto certi aspetti, Les parapluies de Cherbourg può dare del filo da torcere allo spettatore contemporaneo, ma se si ha pazienza di aspettare e di entrare nel vivo del film, è possibile mettere da parte i dubbi sul ritmo nostalgico e mesto del cantato. Lasciatevi trasportare in questa favola luccicante finché non verrà interrotta dal peso della realtà, fatta di pregiudizi sociali, regole borghesi e pressioni materne. L’artificiosità di certe scene, come quella di Deneuve e Castelnuovo che vengono (evidentemente) trasportati su un carrello mentre stanno cantando, è in grado di rendere Les parapluies di Cherbourg ancora più iconico. E alla fine, nonostante tutto, il film si fa amare ancora oggi.

  • RE-VISIONI | Ma perché rivedere un film? La nostra sezione qui
  • VIDEO | Dietro le quinte di La La Land
  • TRAILER | Qui il trailer de Les parapluies di Cherbourg

 

 

Lascia un Commento

VIDEO | Paolo Genovese: «Supereroi, il mio viaggio nel tempo per un grande amore»

VIDEO | Dal viaggio sul set fino al Biglietto d’Oro. Ma ci sarà mai Freaks Out 2?