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La La Land, la corsa di Ryan Gosling e il cane della vedova di Gene Kelly

Prima degli Oscar e del trionfo, ci fu quel pomeriggio nella villa dei Kelly. Che è già leggenda

Emma Stone e Ryan Gosling: «Avete visto il cane della vedova di Gene Kellly?».

MILANO – Prima degli Oscar, prima del mezzo miliardo di dollari di incasso, anche prima della Mostra di Venezia (da dove partì tutto, era il 31 agosto 2016) ci fu un lungo percorso di avvicinamento, un viaggio in cui Damien Chazelle – regista e unico sceneggiatore di La La Land (lo trovate su CHILI) stava cercando di dare forma a quello che sarebbe diventato il suo capolavoro. In quel periodo, siamo nel 2014, c’era ancora Emma Watson nel ruolo femminile (e sarebbe stato un altro film) e Miles Teller, compare di Whiplash, in quello maschile. Sarebbe poi saltato tutto (per nostra fortuna), con la Watson che preferì firmare per La bella e la bestia e Ryan Gosling che invece rinunciò proprio al live action Disney per tentare l’azzardo con il progetto di Chazelle. Ma questa è un’altra storia.

Emma Stone in Cabaret a Broadway: era il 2014.

Dicevamo: siamo nel 2014, il cast comincia a prendere forma, Chazelle decide di andare a Broadway a vedere Emma Stone, impegnata in un classico come Cabaret di Bob Fosse. Rimane folgorato. Mia Dolan sarà lei, nessun dubbio. Intanto Ryan Gosling studia pianoforte per due ore al giorno, ogni giorno della settimana, perché Chazelle non vuole tagli, non vuole fingere, vuole girare nella tradizione hollywoodiana: ognuno deve suonare ciò che suona. Niente finzione. Le mani devono essere le sue. E anche le gambe. La storia di La La Land comincia a prendere forma, ma ogni tassello deve ancora andare al proprio posto e Chazelle è ossessionato dai dettagli, dalle inquadrature e – nemmeno a dirlo – dai movimenti di Mia e Sebastian.

«Questa è buona». Ryan Gosling e Damien Chazelle guardano i giornalieri sul set di La La Land.

Quindi un giorno decide di organizzare una visita: un pomeriggio chiama Emma e Gosling al telefono e li avvisa: «Vestitevi eleganti: oggi andiamo a trovare Patricia Ward Kelly». «E chi è?», rispondono loro. «La vedova di Gene Kelly». La vedova del mito, l’uomo di Hollywood a cui, inevitabilmente, fa riferimento parte della storia di La La Land (il resto è puro Jacques Demy). Così quel giorno Patricia apre la porta e fa fare un tour della casa al trio delle meraviglie, mostrando loro vecchi ricordi, oggetti personali di Kelly e la sceneggiatura originale di Cantando sotto la pioggia, che ha ancora i segni autografi del divo scritti a margine delle battute. Un pomeriggio indimenticabile che rischia però di diventare un incubo quando, prima di salutare Patricia, Gosling apre il cancello facendo scappare Isabella, uno dei due amati cagnolini della vedova Kelly.

Patricia Ward Kelly: «Se non mi riportavano Isabella, La La Land non usciva».

Ecco, adesso, dovreste più o meno cercare di immaginare la scena, proprio come se fosse un film: Gosling e Chazelle di corsa lungo le strade di Beverly Hills, in mezzo alle auto, nel disperato tentativo di fermare Isabella e con il regista disperato che, a un certo punto, grida all’attore in mezzo al traffico: «Non possiamo far uccidere il cane della vedova di Gene Kelly!». Insomma, più che Ballando sotto la pioggia, quasi una scena alla Gene Wilder e Richard Pryor in Non guardarmi: non ti sento. Alla fine Isabella fu salvata, tutto andò a posto e la vedova Kelly fu anche una delle prime a poter vedere La La Land ad una proiezione privata organizzata da Chazelle, mentre Isabella dormiva, al sicuro, sul divano di casa…

  • VIDEO | Sul set di La La Land con Ryan Gosling e Emma Stone
  • Volete (ri)vedere La La Land? Lo trovate su CHILI

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