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Italia 90, quel gol di Schillaci e il mondiale irlandese giocato da Due sulla strada

Un po’ Ken Loach e un po’ Nick Hornby: quando il calcio mescola sogni, cinema e disoccupazione

"No, Schillaci, no!". Una scena di Due sulla strada.

MILANO – Brendan detto Bimbo (Donal O’Kelly), irlandese della periferia di Dublino, perde il lavoro e decide di comprare un furgone per vendere, da ambulante, hamburger e fish and chips insieme al suo migliore amico Larry (il leggendario Colm Meaney), in occasione delle partite del Mondiale di calcio in Italia del 1990, nelle quali l’Irlanda riesce inaspettatamente a superare il girone di qualificazione. Arriva addirittura fino ai quarti di finale, persi contro la Nazionale italiana di Totò Schillaci e Azeglio Vicini. Il business si rivela un successo, al contrario però, l’amicizia tra i due soci peggiora di giorno in giorno fino a che il loro ristorante ambulante viene chiuso dall’ispettore d’igiene e Brendan sospetta sia stato proprio Larry a tradirlo.

Donal O’Kelly, Colm Meaney e Ger Ryan in una scena di Due sulla strada.

Due sulla strada di Stephen Frears è tratto da un libro dello scrittore irlandese Roddy Doyle, ed è il terzo capitolo di una trilogia sulla periferia dublinese di Barrytown, dopo The Commitments e The Snapper, da cui sono stati ispirati due film altrettanto belli, il primo per la regia di Alan Parker, mentre il secondo sempre per quella di Frears. Il tocco del regista di My Beautiful Laundrette si sente ed è subito riconoscibile, perfettamente in equilibrio tra ironia, sensibilità e asprezze: il calcio rappresenta l’occasione per avviare un’attività professionale che possa riscattare individui fino a quel momento sconfitti dalla vita, almeno sotto il profilo economico.

La maglietta di Meaney con la scritta “Fuck Schillaci”.

Il film – titolo davvero perfetto per la nostra serie Hot Corn Football Club che mescola calcio e cinema – descrive, inoltre, in maniera unica l’atmosfera gioiosa e festosa che può crearsi ogni quattro anni in una piccola realtà di provincia, durante eventi sportivi di grande richiamo popolare come i Mondiali di calcio (e mettiamoci anche gli Europei, vista l’estate…). Ed è interessante qui osservare anche la connotazione sociale e ambientale data da Doyle: la dimensione di aggregazione di una periferia fornisce lo specchio degli umori e dello stato d’animo di un Paese intero.

Meaney tra Ger Ryan e Ruaidhri Conroy in un’altra scena.

Insomma, un po’ Ken Loach ed un po’ Nick Hornby, Due sulla strada merita di essere recuperato (introvabile in streaming però) perché riesce a coniugare il problema reale della disoccupazione con l’analisi dettagliata dei fenomeni mitici e culturali che è in grado di far emergere il gioco del calcio. Un film a cui è impossibile non volere bene, talmente contagioso da portare anche lo spettatore straniero a fare il tifo per l’Irlanda. E la controprova siamo proprio noi italiani: il gol di Salvatore Schillaci spegne all’improvviso gli entusiasmi di tutti i personaggi, facendo sentire anche noi un po’ colpevoli…

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