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COMIC CORN | J.D. Salinger? Tra verità, sogno e quella straziante storia d’amore a fumetti

Il regalo perfetto per Natale? Una graphic novel da non perdere, raccontata dalla sua disegnatrice

Il laghetto di Central Park South, in certi periodi dell’anno, ha una luce tutta sua. È satura di colori, rimbalzati dalle finestre a vetri dei grattacieli poco distanti, come se fossero dei giganti immobili, a vegliare quel cuore verde in uno scheletro di acciaio. E, quel pezzetto di parco, è citato dallo scrittore più importante del Novecento, nel suo romanzo capolavoro, The Catcher in the Rye. «Stavo pensando al laghetto di Central Park, quello vicino a Central Park South. Chissà se arrivando a casa l’avrei trovato ghiacciato, e se sì, chissà dov’erano andate le anatre. Chissà dove andavano le anatre quando il lago gelava e si copriva di ghiaccio. Chissà se arrivava qualcuno in furgone che le caricava tutte quante per portarle in uno zoo o chissà dove. O se volavano via e basta», si domandava J.D. Salinger, nel libro dalla copertina tutta bianca. E, i colori di quel laghetto, oggi, sono invece finiti su di un’altra copertina, disegnata da Eva Rossetti, per la graphic novel Il Mio Salinger (BeccoGiallo Edizioni), con i testi di Valentina Grande.

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I ”due” Salinger, sulla copertina della graphic novel.

L’opera, che ha appena varcato il confine italiano per essere distribuita nel vivo mercato francese, racconta gli aspetti (ancora) sconosciuti dello scrittore, prima di essere l’autore de Il Giovane Holden. «Io e Valentina Grande abbiamo lavorato a stretto contatto per la graphic novel», ci racconta la disegnatrice Eva Rossetti. «E, ovviamente, c’è stato un lavoro importante di documentazione su Salinger. Paura di raccontare, tramite il fumetto, un autore del genere? Più che altro, timore dei fan esigenti. Però, alla fine, è stato apprezzato molto. E chi ha letto Il Giovane Holden è finito per rileggerlo».

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Ancora un dettaglio della copertina, con uno dei tipici ponti che attraversano i laghetti di Central Park.

Il libro, dai toni seppia e dal disegno a metà tra la xerografia, la bozza e gli acquarelli che sembrano vibrare, ripercorre, appunto, la storia J.D. Salinger quando era Jerome, di ritorno dalla Seconda Guerra Mondiale, portando con sé ombre e orrori che non lo avrebbero mai abbandonato. Pochi sanno, infatti, che Salinger, fu uno dei primi soldati US a mettere piede in un campo di concentramento. «Salinger era un reduce», prosegue Rossetti, «Si sentiva sempre fuori luogo, odiava i falsi e i falsi miti. Portava dentro un trauma forte. E aveva capito, tornando negli USA, che quel boom economico, di reale, aveva ben poco».

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I ricordi di Jerome.

Tra prequel e verità mai interamente filtrate (del resto, parliamo di un autore capace di sfuggire alla vita pubblica, nonché alle continue, imperterrite lusinghe da parte di Hollywood, bramosa di poter rendere cinema Holden), la graphic novel di Grande & Rossetti, è narrata da uno dei personaggi più interdetti vissuti accanto a Salinger: Sylvia Welter. La donna, tedesca e conosciuta dallo scrittore durante la permanenza in Europa, era una dottoressa. Forse legata alla Gestapo. Forse conosciuta da Salinger durante un interrogatorio. Forse tornata negli USA anni dopo la fine del matrimonio durato otto mesi appena. Forse una spia scientifica e non una dottoressa, che aveva addirittura un altro nome. O, forse, nulla di tutto questo, ma solo una donna, morta da sola, nel 2007, in uno ospizio, e che per anni aveva ritagliato e conservato articoli di giornale sull’ex marito Jerome, mai dimenticato.

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L’arrivo di Sylvia a New York.

Così, è dal punto di vista femminile che viene rintracciata la storia di J.D. Salinger, con la graphic novel che si apre citando A Perfect Day for Bananafish, racconto pubblicato nel gennaio del 1948 su The New Yorker, proseguendo tra nuvole, gatti e prati verdi, in un flashback lungo un sogno, che sembra a tratti un incubo e a tratti realtà, facendo ardere di colori la storia umana e letteraria di un genio enorme. «Per i testi, ci siamo rifatti al linguaggio originale, forte, spregiudicato, lontano dalla versione tradotta in italiano», confida la disegnatrice.

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J.D. Salinger visto da Grande & Rossetti.

Con le strisce che inseguono gli attimi di Salinger e Sylvia, in una storia d’amore che non ha lieto fine: lo sbarco in Europa e la guerra, Parigi, la Germania, Ellis Island, il Manhattan Bridge visto da Dumbo, la macchina da scrivere e la Florida. Il ritorno a casa, aspettando per l’eternità l’uomo più inafferrabile del Novecento. Sguardo di una donna, dunque, immaginato e disegnato da due donne. E il mito di J.D. Salinger che continua a vivere in una graphic novel da leggere, tutta d’un fiato.

Volete scoprire altro su l’autore de Il Giovane Holden? Allora non perdete il documentario Salinger, che potete (ri)vedere su CHILI.

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