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HOT CORN Guide | 5 film di David Lynch che dovete vedere su CHILI

Dal debutto con Eraserhead a Cuore Selvaggio: 5 modi per entrare nel mondo del regista

David Lynch con Laura Dern sul set di Cuore Selvaggio. Era il 1990.

Visionario, folle, raffinato analista dell’inconscio, cantore delle inquietudini umane: a quarant’anni dal primo film, David Lynch rimane senza dubbio uno dei più grandi autori che il cinema contemporaneo (e non) abbia conosciuto. Un regista capace di mutare pelle più volte nel corso della sua prolifica carriera dietro la macchina da presa, senza tuttavia mai rinunciare al lynchismo seminale dei primi film, quelli più genuini – dalle sfumature indipendenti – per arrivare poi ai capolavori della maturità. Volete recuperare e non sapete come fare? Ecco i consigli di Hot Corn con i 5 film che dovete assolutamente recuperare su CHILI.

ERASERHED – LA MENTE CHE CANCELLA (1977) –  Il primo film, forse il più folle, il più surreale. Figlio tardivo delle avanguardie di inizio Ventesimo Secolo, Eraserhead è un’esperienza sensoriale di travolgente potenza alla stregua di Un chien andalou di Buñuel, di cui ricalca l’enigmaticità esasperata tipica del surrealismo. Un mondo lunare, non più terrestre (situazione enfatizzata dalla scenografia e dal bianco e nero con forte contrasto) in cui si muovono un uomo vittima di incubi e allucinazioni, e la compagna. La trama? Indescrivibile, perché quello che conta è l’intento di Lynch di sviluppare la propria poetica in una direzione ben precisa, poi ripresa nelle opere seguenti.

Dove vederlo: Eraserhead

MULHOLLAND DRIVE (2001) – Sensazionale ed enigmatico noir, forse il film più celebre del regista americano. Scientemente idolatrato dalla critica – tanto che venne inserito addirittura al primo posto nella classifica dei migliori film del ventunesimo secolo della BBC – Mulholland Drive è un dramma sospeso tra realtà e sogno, che ricerca nell’onirico la sua stessa essenza compositiva. Un film complesso, difficile da sviscerare con razionalità, ma di potenza visiva abbacinante. Un’opera che segna lo spettatore, affondando le unghie nella sua carne, tenendolo inchiodato alla poltrona per 145 minuti.

Dove vederlo: Mulholland Drive

CUORE SELVAGGIO (1990) – Il film della svolta – assieme a Velluto Blu – con cui Lynch riuscì ad ottenere il riconoscimento più prestigioso della sua carriera in un festival, Palma d’oro a Cannes nel 1990, dove sarà premiato ancora una volta nel 2001 per la regia di Mulholland Drive. Cuore selvaggio è la storia della fuga impossibile di Sailor e Lula per sfuggire alle angherie della madre di lei, un’epopea omerica con i connotati del road movie, ma anche quelli del melodramma da soap opera. Basterebbero Nicolas Cage e Laura Dern, ma c’è anche il disturbante Bobby Peru di Willem Dafoe e una colonna sonora che mescola Chris Isaak, Angelo Badalamenti e Slaughterhouse dei Powermad su cui i due si lanciano in un ballo selvaggio. Fondamentale.

Dove vederlo: Cuore Selvaggio

INLAND EMPIRE – La vera e propria opera monumentale di Lynch: 172 minuti di godimento estatico, un’esperienza sensoriale di proporzioni mastodontiche. Un film del tutto privo di linearità, che rompe ogni sovrastruttura per entrare nella mente della protagonista e identificarsi con i suoi incubi e le sue ossessioni, spesso rappresentati con immagini disturbanti. Qui è necessario lasciarsi trascinare dalla potenza surreale che Lynch mette sullo schermo, evitando di arrovellarsi in interpretazioni dell’intreccio e rimanendo così imbrigliati nella complessità di un’opera indimenticabile. Da vivere prima che da guardare.

Dove vederlo: Inland Empire

UNA STORIA VERA – Il meno lynchiano tra tutti i film di Lynch, in cui l’afflato al surrealismo visionario è probabilmente meno vivido che in tutte le altre pellicole. Una storia vera è uno splendido affresco dedicato alla vecchiaia, girato con toccante delicatezza. Privo di facili patinature, mai edulcorato con retorica spicciola, è l’ennesimo capolavoro. Una menzione particolare la merita però Richard Farnsworth – il protagonista Alvin, che venne anche candidato all’Oscar – realmente malato terminale all’epoca della realizzazione del film, morto suicida qualche anno dopo.

Dove vederlo: Una Storia Vera

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