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Heart of Oak | Una grande quercia per un meraviglioso documentario

Il film di Laurent Charbonnier e Michel Seydoux? Uno splendido esempio di natura vista al cinema

Lo scoiattolo, protagonista di Heart of Oak
Lo scoiattolo, protagonista di Heart of Oak

ROMA – Emozionante, coinvolgente, esteticamente sbalorditivo: c’era una volta una quercia di 210 anni, al centro di uno spettacolare film d’avventura che riunisce un cast fuori dal comune: scoiattoli, gufi, formiche, topi campagnoli… Un universo vibrante, brulicante e meraviglioso affida ad un albero maesto che, dalle sue radici alla sua cima, offre cibo, riparo e protezione. Un inno poetico alla vita dove la natura è l’unica ad esprimersi. Heart of Oak (Le Chêne), documentario diretto da Laurent Charbonnier e Michel Seydoux è una vera e propria dichiarazione d’amore per la natura e gli animali. Lo stesso Seydoux, che abbiamo intervistato in occasione dell’anteprima ad Alice nella Città, ci ha detto che oggi “L’albero che vedete nel film è diventato un vecchio amico, e ogni tanto vado a trovarlo…”.

Del resto, la telecamera di Laurent Charbonnier e di Michel Seydoux cattura la vita pullulante intorno a questa folgorante quercia che, a guardar bene, non è solo un albero ma un ecosistema e una casa per molte forme di vita diverse. Un mondo in cui tutto è interconnesso, dalle radici alla corona, e dove vivono scoiattoli, aironi, formiche, cervi e tassi. Anche il più piccolo dettaglio racconta un dramma quotidiano di vita e morte mentre gli animali lottano per cibo, riparo e sopravvivenza attraverso le stagioni. Girato in 4K, e realizzato nell’arco di ben cinque anni, Heart Of Oak è forse una delle più belle esperienze della natura al cinema.

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