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Fino all’ultimo indizio | Una Los Angeles noir e le ossessioni di Denzel Washington

Rami Malek, Jared Leto e Denzel Washington: basterebbero loro. E invece c’è molto altro…

fino all'ultimo indizio

ROMA – Chissà che destino avrebbe avuto Fino all’ultimo indizio se fosse uscito nel 1993. L’anno in cui John Lee Hancock ne scrisse la sceneggiatura pensando a Steven Spielberg dietro la macchina da presa. Ma il regista di Jurassic Park riteneva quella storia troppo oscura e passò la mano. Negli anni i nomi di Clint Eastwood, Warren Beatty e Danny DeVito si sono susseguiti a ipotetiche regie che non videro mai la luce fino a quando lo stesso Hancock non ha deciso che era arrivato il momento di tirare fuori dal cassetto, una volta per tutte, quello script mai dimenticato. Chissà che destino avrebbe avuto il film, dicevamo. Sì perché Fino all’ultimo indizio – lo trovate su CHILI – è un thriller con sfumature noir da manuale.

Fino all'ultimo indizio
Una scena di Fino all’ultimo indizio

Quella che oggi, in una visione smaliziata da decine e decine di film e serie crime, può sembrare una storia fin troppo simile per atmosfere e personaggi a titoli come Seven o Zodiac – due film, diretti entrambi da David Fincher, diventati punti di riferimento del genere -, nel 1993 avrebbe potuto fare di Fino all’ultimo indizio un successo al botteghino. Un film da VHS da tenere sullo scaffale, magari accanto a una copia di Ricomincio da capo e Un giorno di ordinaria follia.

Fino all'ultimo indizio
Rami Malek è il sergente Jim Baxter

La storia? Quella del Vice Sceriffo della Kern County, Joe “Deke” Deacon (Denzel Washington), mandato a Los Angeles per quello che doveva essere un veloce incarico di raccolta di prove. Al contrario, l’uomo si trova coinvolto nella caccia al killer che sta terrorizzando la città. A guidare l’indagine, il sergente Jim Baxter (Rami Malek) che, colpito dall’istinto di Deke, richiede il suo aiuto non ufficiale. Ma mentre danno la caccia al killer, Baxter ignora che l’indagine sta riportando a galla alcune situazioni vissute in passato da Deke, svelando segreti che potrebbero compromettere non solo il suo caso.

Fino all'ultimo indizio
Denzel Washington e Jared Leto in una scena del film

Da un lato, dunque, il veterano con una carriera e una vita mandate all’aria per l’ossessione di un vecchio caso irrisolto, dall’altro una nuova indagine su un serial killer che terrorizza la città. Niente di nuovo, direte voi. Però, prendendo in prestito il titolo originale del film, The Little Things, è proprio sulle piccole cose che Fino all’ultimo indizio pone l’accento. Quelle particolarità che ne fanno un film di genere capace di tenere salda l’attenzione dello spettatore e di giocare proprio con quegli elementi tipici del crime, sovvertendoli. Hancock è molto abile nel farci calare completamente nella Los Angeles degli anni Novanta senza sottolineare l’ambientazione nel passato, quasi come se fosse una nota al margine, perché tutta la sua attenzione è riposta nei personaggi e nel tenere alta la tensione.

Fino all'ultimo indizio
Una scena di Fino all’ultimo indizio

Proprio la sequenza iniziale, con una giovane ragazza inseguita su una strada isolata dal serial killer, racchiude alla perfezione la volontà del regista di giocare con lo spettatore e confonderlo. Un binomio che tornerà per tutta la visione di Fino all’ultimo indizio, reso ancor più intenso dall’entrata in scena di Jared Leto (candidato ai Golden Globe per la sua interpretazione) nei panni di un commesso di un negozio di elettrodomestici sospettato di essere il serial killer. Quella raccontata da John Lee Hancock è un’indagine vecchio stile. Un neo noir fatto di indizi e appostamenti, fascicoli e pedinamenti. La storia di un’ossessione in cui il passato diventa futuro e viceversa.

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Qui potete vedere il trailer di Fino all’ultimo indizio:

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