ROMA – Commenti, opinioni, domande su FB, messaggi WhatsApp: la prima playlist compilata da Carlo Verdone per Hot Corn (la trovate qui) è andata talmente bene che la seconda puntata è arrivata spontaneamente: «Ma ne facciamo un’altra?». E allora Verdone si è chiuso nel suo archivio e, tra vinili e CD, ne è uscito con altre 20 canzoni per una nuova playlist che trovate qui sotto in fondo all’articolo e su Spotify. «Questa volta ho fatto un viaggio sonoro differente», spiega, «per certe cose più riflessivo e morbido rispetto al primo». Le sorprese? Molte. A partire dall’entrata soul con James Brown, ma anche da un brano dei Limp Bizkit e da questa vecchia perla grunge ripescata dall’unico disco dei Temple Of The Dog, l’unione di Pearl Jam e Soundgarden.
Questa volta nei venti brani della playlist Verdone mescola rock e pop, folk anni Settanta (John Martyn, una riscoperta assolutamente da fare) e personaggi come Beck (con un pezzo preso da un disco assolutamente da rivalutare) e poi ecco Pink Floyd, una perla firmata David Crosby (Orleans), Joe Cocker, addirittura Billy Idol fino ad arrivare a Annie Lennox e alla sua Primitive, che – per chi lo ricorda – era su Diva, album del 1992.
Insomma, un viaggio sonoro davvero unico e peculiare, lungo un’ora e quarantadue minuti in cui si mescolano generi e sensazioni, mood diversi e emozioni con il compianto Mark Lanegan e la chiusura affidata a un altro dei cantautori preferiti da Verdone: David Sylvian, che qui ascoltiamo con Darkest Dreaming, grandissima canzone che stava su Dead Bees on a Cake, disco del 1999. Ma adesso basta parole, è tempo di musica. Consigliato l’uso delle cuffie.
- Ecco qui la seconda playlist di Carlo Verdone:
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