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L’altra faccia di Fabrizio De André: vent’anni senza un principe libero

L’uomo dietro l’icona: il racconto della vita di Faber nel biopic con Luca Marinelli. Riscopritelo su CHILI

Luca Marinelli in una scena del film.

«L’arte è di chi la trova», dice un giovane Fabrizio De André al fratello dopo aver rubato, tra i vicoli genovesi, un 45 giri di Jailhouse Rock. In copertina, Elvis con un maglione rosso e tra le braccia la sua chitarra. Ed è così che ritroviamo, di spalle, il cantautore interpretato da Luca Marinelli sulla locandina di Fabrizio De André – Principe Libero. Il biopic diretto da Luca Facchini – lo trovate su CHILI -, anche sceneggiatore con Giordano Meacci e Francesca Serafini, già membri, insieme a Marinelli, della Banda Caligari di Non essere cattivo. Un titolo ispirato ai versi del pirata inglese Samuel Bellamy: «Io sono un principe libero e ho altrettanta autorità di fare guerra al mondo intero quanto colui che ha cento navi in mare», parole scelte da De André, di cui oggi ricorre il ventennale della morte, per le note di copertina de Le nuvole, disco del 1990.

Luca Marinelli è Fabrizio De André in Principe Libero.

E quale modo migliore per ricordarlo se non attraverso la sua arte e le sue idee? Proprio la libertà – artistica e personale, inseguita e negata – rappresenta il trait d’union del film di Facchini. Quarant’anni di vita di Faber condensati in oltre tre ore di girato. Si parte dal rapimento in Gallura per tornare alla Genova del 1954. In mezzo, gli anni della formazione, del rapporto conflittuale con il padre Giuseppe (Ennio Fantastichini), delle puttane materne dei caruggi, dell’alcool, degli amici, di Puny (Elena Radonicich) e Dori (Valentina Bellè), del successo e della paura. Fabrizio De André. Principe Libero mira così a raccontarne la vita attraverso i rapporti personali e familiari in cui si incastrano il lavoro ed il pensiero artistico del cantautore.

Luca Marinelli e Valentina Bellé in una scena di Fabrizio De André – Principe Libero.

«Un racconto inventato dal vero». Sintesi ed evocazione di volti ed episodi che hanno attraversato la vita di Faber. Artista schierato e uomo complesso, cantastorie ed esistenzialista, tra l’amicizia con Luigi Tenco e Paolo Villaggio, il rapporto conflittuale con la famiglia e l’amore per Puny prima e Dory poi. Cupo ed ironico, attraversato sempre da un velo di inquieta insoddisfazione ma, soprattutto, alla ricerca di una libertà autentica. Tante sfaccettature che si ritrovano nell’interpretazione di Marinelli sorretta da una scrittura che mira a raccontare l’uomo dietro l’artista, imperfetto e reale ma capace di dar vita a mondi e storie perché «la magia la crei con i versi».

Volete (ri)vedere Fabrizio De André – Principe Libero? Lo trovate su CHILI

  • Qui potete vedere il trailer del film:

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