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Duel | La prima volta di Steven Spielberg, le parole di Fellini e la storia di un cult

In America venne trasmesso il 13 novembre 1971 in TV. Poi, nel 1973, il regista arrivò in Italia…

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Una scena di Duel che negli USA fu trasmesso il 13 novembre 1971.

ROMA – «Quindi signor Spielberg, la sua è una metafora su come il capitalismo tenti di schiacciare il cittadino?». «Ma, veramente volevo solo fare un film sulle macchine…». Di storie di cinema e di leggende si sa, se ne ascoltano a decine, ma questa è un po’ differente, perché fu proprio a Roma, all’inizio del suo incredibile viaggio cinematografico, che Steven Spielberg nell’estate del 1973 tenne la conferenza stampa della sua opera prima: Duel. All’apparenza solo un film girato per la televisione – negli Stati Uniti venne trasmesso il 13 novembre 1971 – ma in realtà un’opera che poi avrebbe sconvolto tutti. A quel tempo Spielberg era solo un ragazzone di venticinque anni che, fino a quel momento, si era spostato unicamente grazie alla fantasia e che si ritrovava in Europa per la prima volta. Però, stranamente, quel piccolo film dal budget limitato che per l’America era solo da piccolo schermo, incontrò i raffinati gusti cinefili europei.

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Dennis Weaver in fuga dall’autocisterna misteriosa

Ma andiamo con ordine: Duel nacque da un racconto da un grande scrittore come Richard Matheson ed era basato su un avvenimento realmente accaduto a Matheson nel 1963, quando un camionista gli tagliò la strada su un’autostrada in California. Il film però era un’opera destinata principalmente ai canali TV, senza nessuna possibilità di finire in sala. E invece la forza del regista, l’amore per il cinema e un’abilità innata per la costruzione di una messinscena (quasi à la Hitchcock) resero poi inevitabile il passaggio della pellicola dalla visione del salotto alla goduria sensoriale del cinema. Un vero spettacolo che in Italia passò prima da Taormina nel 1973 e poi in molti cinema e che segnò da subito il futuro destino del suo creatore, talento cristallino nel saper conciliare racconto, regia ed emozione.

Strani incontri: Spielberg con Fellini a Roma nel 1973

Come una cartolina di quello che sarebbe poi diventato il suo cinema, Duel – in TV nel 1971, nelle sale appunto nel 1973 dopo la benedizione ricevuta addirittura da Federico Fellini in una visione romana – racchiudeva già gli elementi cardine di una filmografia intera. In una caccia al topo in cui l’indifesa Plymouth Valiant del protagonista David Mann (interpretato da Dennis Weaver) cerca disperatamente di sfuggire dall’incontrollabile furia di una misteriosa autocisterna, Spielberg utilizza i riflessi, gioca con la velocità e la prospettiva, alimenta la paura della vulnerabilità riportandola alle regole della strada.

La prima pagina della sceneggiatura di Duel.

E allora se rivedete il film oggi – lo trovate in streaming su AppleTV+ e Prime Video a noleggio – vi troverete intuizioni registiche che assecondano inquadrature precise nella corsa per la salvezza del personaggio di Dennis Weaver e che, con la semplice presenza di due veicoli, vivono di una suspence costante e percepibile. Intrattenimento riempito con un’autorialità fatta di una regia in grado di comunicare, mai sovrastata o annullata dalla storia. Spielberg già allora inseguiva il pubblico per fare in modo che amasse, come lui, il cinema, pronto ad immergersi completamente nella creazioni di mondi e di icone che siano queste un alieno, un dinosauro o un Presidente degli Stati Uniti. O anche, perché no, uno squalo. Ma quella è un’altra storia e sarebbe arrivata di lì a poco…

  • STORIE | Quel documentario dedicato a Duel
  • Volete leggere altre Revisioni? Le trovate qui
  • VIDEO | Qui il trailer originale di Duel:

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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