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Da Asif Kapadia a Emir Kusturica: tutte le volte di Diego Maradona al cinema

Dai documentari che ne ripercorrono la vita, tra trionfi e cadute, all’omaggio di Sorrentino in Youth

diego maradona

ROMA – La notizia arriva improvvisa dalle pagine del Clarin: Diego Armando Maradona è morto. Il ragazzo d’oro del calcio mondiale se n’è andato per un arresto cardiocircolatorio dopo aver appena compiuto sessant’anni lasciando nell’incredulità e nello sconforto milioni di tifosi che dall’Argentina a Napoli piangono il loro eroe. Sregolato, eccessivo, geniale. Su di lui si sono spesi fiumi d’inchiostro, tra le magie sul campo di calcio e la vita privata tumultuosa. Una vita degna di un film. E il cinema non è rimasto certo a guardare. Palito Ortega lo chiama nel 1980, appena diciannovenne, per recitare nella commedia musicale ¡Qué linda es mi familia!. Una prova d’attore che il centrocampista replicherà in Tifosi di Neri Parenti nel 1999 interpretando se stesso al fianco di un Nino D’Angelo versione ladro.

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Kustrurica e Maradona

Ma più che i film con Maradona sono i film su di lui ad aver lasciato un segno. Dal cult Santa Maradona di Marco Ponti – lo trovate su CHILI – che omaggia nei titoli di coda il Pibe de Oro a Marco Risi che firma la regia di Maradona – La mano de Dios, biopic che ripercorre la vita del calciatore argentino con il volto di Marco Leonardi. E poi ancora Maradona di Kusturica  (su CHILI) in cui il regista porta a Cannes 61 un documentario in cui ripercorre le tappe fondamentali dell’esistenza del calciatore per approfondire poi il Maradona uomo e le sue idee politiche fino a Maradonapoli (su CHILI), documentario di Alessio Maria Federici che racconta il legame tra Napoli e il ragazzo arrivato dall’Argentina quel fatidico 30 giugno 1984.

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Una scena di Diego Maradona di Asif Kapadia

Ultimo titolo in ordine di tempo dedicato alla leggenda del calcio: Diego Maradona (su CHILI). Asif Kapadia, già Premio Oscar per Amy, realizza un documentario in cui carriera e trionfi del centrocampista si intrecciano con vizi, cadute e dipendenze che ne hanno segnato la vita. Un lavoro che analizza luci e ombre dietro un uomo che si è fatto mito. Capitolo a parte Paolo Sorrentino che a Diego Maradona è connesso da un legame più profondo e intimo della fede calcistica come lo stesso regista ha sottolineato più volte.

Roly Serrano è Maradona in Youth – La giovinezza

Non a caso il suo prossimo film, È stata la mano di Dio – titolo per il quale lo stesso calciatore aveva minacciato di fargli causa -, sarà ambientato nella Napoli della sua giovinezza, durante gli anni Ottanta in cui Maradona era il re della città. Ma, ad oggi, oltre al ringraziamento sul palco degli Academy Awards per l’Oscar vinto con La Grande Bellezza è in Youth – La Giovinezza che Sorrentino firma il suo omaggio più grande a Maradona. Immerso nella piscina della stessa casa di riposo che ospita Michael Cane e Harvey Keitel, un Maradona ormai appesantito e stanco – qui con il volto di Roly Serrano – cerca di aggrapparsi ad un nuovo inizio ricordando i fasti di un tempo racchiusi in una pallina da tennis che sembra sfiorare il cielo. Solo in qualche scena prima gli veniva chiesto a cosa stesse pensando. «Al futuro».

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