in

Dalla Giamaica al ghiaccio: perché Cool Runnings è molto meglio di quanto ricordiate

Un bizzarro film che mescola commedia e sport? Non solo: anche un’opera istruttiva e pedagogica

Almeno un paio di tormentoni che restano piantati in testa: «Nessuno ancora crederci potrà, Giamaica la sua squadra di bob avrà», «Vai col ritmo, vai col vento, Giamaica vince, io me lo sento». Un’energia contagiosa, gag e battute a ripetizione, e soprattutto l’esotica ambientazione giamaicana, tra località tropicali da sogno e la simpatia dei suoi abitanti. Poi in Cool Runnings arriva la geniale svolta narrativa, che si basa sulla reale partecipazione di una selezione giamaicana di bob a quattro alle Olimpiadi di Calgary del 1988: quattro spiantati, che non hanno raggiunto i rispettivi obiettivi da velocisti, si improvvisano bobbisti con l’aiuto di un allenatore americano condannato anni prima per frode sportiva.

Cool Runnings: le prime prove di bob dei quattro giamaicani.

In sostanza, Cool Runnings è il ritrovo di cinque autentici losers: Derice è il figlio di un grande centometrista giamaicano, eterna promessa dell’atletica, circondato da aspettative; Junior è il ragazzo ricco e di buona famiglia, vittima di un padre opprimente che lo vorrebbe tenere lontano dallo sport; Yul è il duro, il ragazzo di strada, ma dal cuore buono; Sanka invece è la scheggia impazzita, un po’ mascotte e un po’ moralizzatore, aspirante campione del mondo di go-kart, stravagante e sensibile. E poi c’è Irving Blitzer, il coach, uomo di sport ambizioso ma tutt’altro che integro moralmente e in cerca di riscatto: chissà cosa pensa lassù il leggendario John Candy del suo ultimo personaggio.

John Candy aiuta i quattro folli in una scena.

Per noi è la summa delle tante figure che hanno arricchito le commedie americane di fine anni Ottanta, uomini all’apparenza un po’ cialtroni e un po’ meschini, forse solo sconfitti dalla vita e ai quali non è stata ancora data una seconda possibilità per amare ed essere amati. E Cool Runnings, in fondo, parla di questo: delle seconde possibilità della vita. Non succede spesso che il marchio Disney legato a un film non pregiudichi l’autenticità dell’opera, e nello stesso tempo appaia straordinariamente coerente: in questo caso, il regista Jon Turteltaub realizza un prodotto esemplare, rivolto ai ragazzi e ai più piccoli, che però sa dosare comicità e risate, dramma e commozione.

Doug E. Doug, Malik Yoba, Rawle D. Lewis, Leon e John Candy, Leon in un’altra scena.

In pratica, tutto ciò che ci si aspetta da un lavoro istruttivo e pedagogico. Cool Runnings è il miglior film possibile da far vedere a un bambino per farlo appassionare allo sport e, perché no, alla Settima Arte: basta una sequenza, quella in cui il vecchio e malconcio bob giamaicano corre a una velocità talmente forte che per un guasto meccanico deve fermarsi a pochi metri dal traguardo. E i quattro losers concludono la corsa portandolo sulle spalle, conquistando la stima degli avversari che li deridevano e facendo scatenare un applauso collettivo. Anche da parte dello spettatore, piccolo o adulto che sia, a cui sarà difficile trattenere le lacrime. Altro che film per ragazzi, poche storie: un grande momento di cinema.

  • Avete un film sportivo di cui vorreste leggere? Scriveteci a: press@hotcorn.com
  • Se invece volete leggere gli altri articoli di SportCorn, li trovate tutti qui

Lascia un Commento

Cinecittà Segreta: la nostra visita dietro alle quinte del grande cinema

L’Euforia di Valeria Golino: dopo Miele, ritorna a Cannes con un nuovo film