in

Da Steve McQueen a Charlie Hunnam: il lungo volo della farfalla di Papillon

Un tatuaggio, una storia vera, un libro e un nuovo remake. In arrivo al cinema il 27 giugno

«Sembrano vive anche da morte. Le farfalle rappresentano l’anima». Parola di Damien Hirst, il controverso artista britannico noto per fare del mondo animale il soggetto prediletto delle sue opere. Ecco allora che quel tatuaggio impresso sul torace di Henri Charrière detto Papillon ai tempi della sua permanenza nella marina militare assume un significato simbolico tutt’altro che trascurabile. Un soprannome – papillon in francese significa farfalla – che ha tracciato il suo destino – nel bene e nel male – consegnandolo alla storia come esempio di granitica determinazione.

Henri Charrière e il tatuaggio a forma di farfalla sul petto.
Henri Charrière e il tatuaggio a forma di farfalla sul petto.

Come? Tutto ha inizio nella Parigi del 1930 dove Charrière, dopo essersi fatto congedare, sbarca il lunario dedicandosi a piccole attività illegali. Nella primavera di quello stesso anno un tale, il suo nome Roland Legrand, macellaio di giorno e protettore di notte, viene ferito da un colpo di pistola. Trasportato in ospedale, prima di morire, riuscirà a sussurrare ai gendarmi francesi il nome del suo assassino: Papillon Roger. Una manciata di giorni dopo Charrière, conosciuto da tutti come Papillon proprio in virtù di quel tatuaggio sul petto, viene arrestato.

Steve McQueen è Henri Charrière in Papillon.
Steve McQueen nel ruolo di Henri Charrière in Papillon. Era il 1973.

Condannato a dieci anni di lavori forzati e al carcere a vita, si dichiarerà sempre innocente. L’ingiusta detenzione e la voglia di rivendicare la sua libertà lo porteranno a organizzare ben nove tentativi di fuga in tredici anni di prigionia. E poco importa se dopo ogni cattura ad aspettarlo c’erano solo isolamento, violenze psicologiche e torture. Ostinato e con un unico obiettivo in mente, l’uomo riuscirà a lasciarsi alle spalle quella non-vita evadendo nel 1945 dall’Isola del Diavolo, nella colonia penale della Guyana francese, per arrivare in Venezuela, a Caracas, dove finalmente vivrà come uomo libero.

Dustin Hoffman e Steve McQueen in una scena del film del 1973.
Dustin Hoffman e Steve McQueen in una scena del film del 1973.

Oltre dieci anni di sofferenze e speranza racchiusi in un’autobiografia, Papillon, scritta da Charrière e pubblicata nel 1969. Un successo editoriale enorme, da far gola inevitabilmente a Hollywood che nel 1973 decide di portare la storia sul grande schermo affidando il suo ruolo a Steve McQueen e a Dustin Hoffman quello dell’amico falsario Louis Dega. La storia di «due uomini con niente in comune ad eccezione della voglia di vivere e di un posto dove morire», diretti da Franklin J. Schaffner su una sceneggiatura scritta a quattro mani da Lorenzo Semple Jr e dal leggendario Dalton Trumbo.

Henri Charrière, che nel frattempo era stato graziato e aveva recitato al fianco di Claudia Cardinale in Fuori il malloppo, non fece in tempo a vedere il film, morendo prima che il montaggio fosse ultimato. Era il 29 luglio 1973 e lui aveva 67 anni. Eppure quella farfalla tatuata e la sua storia di resistenza erano ormai celebri in tutto il mondo, trasformando la pellicola in un classico. Un inno alla libertà che oggi rivive nell’ambizioso remake firmato da Michael Noer. Presentato in anteprima a Toronto, Papillon – in sala in Italia dal 27 giugno – ripercorre il tormentato percorso del fuggiasco divenuto scrittore partendo dagli anni parigini per concentrasi sul rapporto di amicizia con il compagno di prigionia e i loro molteplici tentativi di fuga.

Charlie Hunnam nel ruolo di Papillon che fu di Steve McQueen.
Charlie Hunnam nel ruolo di Papillon che fu di Steve McQueen.

Nel ruolo che fu di Steve McQueen troveremo il King Arthur di Guy Ritchie, Charlie Hunnam, mentre in quello di Dustin Hoffman ecco Rami Malek, il cyber giustiziere di Mr. Robot e atteso Freddie Mercury nel biopic Bohemian Rhapsody. Due grandi interpreti alle prese con un confronto importante. Una lotta per la libertà combattuta grazie ad un patto siglato in mezzo all’oceano che si trasformerà in amicizia, unico elemento di umanità e rispettiva àncora di salvezza. Una storia vera «per il 75%», come ammise lo stesso Charrière, un uomo che seppe incarnare la ribellione all’oppressione con un lungo, liberatorio grido: «Sono ancora vivo, bastardi!».

  • Qui sotto, il trailer del remake con Charlie Hunnam e Rami Malek:

Lascia un Commento

Halloween: Jake Gyllenhaal ha convinto Jamie Lee Curtis a tornare

Avengers 4: Perché la Marvel dovrebbe anticipare la data di uscita