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Attraverso i miei Occhi | Milo Ventimiglia e la vita spiegata da un cane

Commuove (e tanto) la fiaba del dolce Enzo, capace di insegnarci l’umanità, la bellezza e l’amore

Enzo e Denny (Milo Ventimiglia) in un dettaglio del poster

ROMA – In Mongolia, quando muore un cane, viene seppellito sulle alte e verdi colline. Così che possa riposare in pace insieme agli antenati, senza che nessuno lo calpesti. E, leggenda vuole, che ogni cane, lì, in quella terra lontana e ancestrale, si reincarni poi in un uomo probo e valoroso, dopo aver corso libero tra gli altopiani e le sconfinate pianure. Dando così inizio ad un inarrestabile circolo della vita. Mistico, spirituale e fiabesco. Proprio come gli occhi infiniti di Enzo (in originale ha la “voce” di Kevin Costner, da noi quella di Gigi Proietti), meraviglioso Golden Retriever, adottato da Denny (Milo Ventimiglia), con cui condividerà sogni, gioie e dolori. Oltre alla passione reciproca per le corse automobilistiche.

Enzo e Denny: attenti a qui due…

E se avete già gli occhi lucidi, allora dovete sapere che Attraverso i Miei Occhi, diretto da Simon Curtis e tratto dal best seller del 2008 The Art of Racing in The Rain di Garth Stein, ha tutta l’intenzione di farvi piangere a dirotto. Dall’inizio alla fine, quasi ininterrottamente. Mentre nella sua ora e mezza, grazie al suo protagonista a quattro zampe e dall’anima gigante, viene messo in scena lo spettro completo delle emozioni. Gioia, paura, rabbia, tristezza. Gli insegnamenti di vita e di amore di un cane, nella sua nobiltà d’animo, nel suo essere guida e co-pilota del suo migliore amico e della sua famiglia.

Anno dopo anno

Infatti, senza pretese, il film di Curtis, si fa trattato di semplicità e di filosofia, di metafore e di straziante, bellissima tenerezza. Da abbracciare, da stringere forte, aspettando che passi il temporale, che si spalanchi finalmente quel rettilineo che porti dritto al traguardo. Senza mai perdere di vista i ricordi, i sorrisi e le notti insonni, a rivedere in tv le vittorie di Ayrton Senna. Mano nella mano, zampa nella zampa. Così, il pensiero di Enzo, fin dall’inizio, nella sua circolarità, ci accompagna scena dopo scena. E anno dopo anno. Lui, che non parla ma che sa già tutto, gli dice Eve (Amanda Seyfried), moglie di Denny, quando quel temporale si fa uragano e il cuore si fa piccolo.

Più veloce Denny, più veloce!

Eppure, Enzo, non smette di credere, non smette di correre al fianco di Denny. Perché un bravo pilota non è quello che vince, bensì quello che continua la sua marcia senza paura di perdere, di andare avanti. Nonostante tutto. Facendosi trovare pronto quando è il momento di stringere le curve, di mollare l’acceleratore. Godendosi semplicemente la magia di un viaggio chiamato vita. Un giro alla volta e un altro ancora, mentre l’aria fresca sul volto asciuga le lacrime di gioia e di dolore, impossibili da trattenere. Perché, se si ha il coraggio e la bontà, ci dicono gli occhi di Enzo, la pioggia diventa solo pioggia. Pura poesia.

Qui potete vedere la nostra intervista a Milo Ventimiglia e Amanda Seyfried:

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