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Ashes of Time Redux, il progetto più folle e ambizioso di Wong Kar-wai

Un film che mescola le regole del genere per diventare qualcosa di diverso e a modo suo unico

Ashes of time Redux
Una scena di Ashes of Time Redux.

MILANO – Il Wuxia è un genere letterario orientale che si dedica alla narrazione e al racconto dei guerrieri marziali della tradizione cinese, delle loro avventure e gesta durante il lungo periodo imperiale dove guerre, invasioni e successioni dinastiche hanno dominato il territorio cinese per quasi due millenni di storia. Dal Novecento il genere Wuxia esce dal mondo dei libri e inizia ad entrare in varie forme artistiche come il cinema, il fumetto, la TV e i videogiochi. È nel cinema però che questo genere riesce ad esplodere e affermarsi, soprattutto per aver trasportato la spettacolarità delle arti marziali e il fascino di un’epoca passata dalla pagina cartacea all’immagine in movimento, dalle parole a uno spettacolo visivo originale che unisce l’azione alla riflessione sulla società dell’epoca, dei valori etici e morali. Dagli anni Venti ad oggi il Wuxia sul grande schermo è maturato ed evoluto fino a produrre pilastri del genere come Hero, La foresta dei pugnali volanti e La tigre e il dragone di Ang Lee, capace di aggiudicarsi quattro Oscar.

Ashes of time Redux
Ashes of time Redux

Uno dei pochi registi orientali che ha destrutturato un genere con schemi e linee guida molto solide è stato Wong Kar-wai – ve ne avevamo parlato in un’altra puntata di Orient Express qui – che è riuscito a trasportare le sue regole cinematografiche costruite sui sentimenti, il tempo, i rapporti umani e la memoria dentro un lungometraggio di azione, guerre e arti marziali. Un progetto rivelatosi un’odissea produttiva, con costanti difficoltà nel girare e montare il film, con perdite di materiale e una pausa dalle riprese in cui ha girato addirittura Hong Kong Express. Un lavoro complesso che in occidente ha visto la luce solo nel 2008 quando il regista, a quattordici anni dalla prima versione, presentò a Cannes Ashes of time Redux – ora disponibile gratis su CHILI – una versione restaurata e rimontata per mostrare al mondo un film folle e unico.

Tony Leung Chiu-Wai è il protagonista
Tony Leung Chiu-Wai è il protagonista

Il centro del film è il protagonista e narratore Ouyang Feng, giovane combattente che vive isolato in una piccola casa nel deserto lavorando come mercenario, che racconta in modo personale e non chiaro la sua storia e i suoi incontri con vecchi amici, clienti pronti a chiedergli di uccidere e persone che implorano il suo aiuto per risolvere i loro problemi. La trama è quindi guidata non da una linearità cronologica, ma da come il narratore ricorda e sceglie di raccontare il suo passato, questa modalità di narrazione implica un racconto a blocchi incostanti e malleabili, che creano sotto la superficie un mistero profondo e un’incomunicabilità voluta per far cercare le risposte mancanti a chi lo sta guardando. Feng ogni primavera accoglie nella sua remota dimora l’amico Huang Yaoshi con la sua bottiglia di vino magica che fa dimenticare il proprio passato, durante una lontana estate un fratello egoista e geloso gli chiede di uccidere proprio Yaoshi, che si è innamorato e poi ha abbandonato la sorella, che però ancora innamorata del samurai chiede a sua volta di uccidere il fratello, un intricato dramma familiare con risvolti spiazzanti in cui Feng dovrà decidere da che parte stare.

ashes of time redux
Una scena del film

Gli altri incontri focali del racconto sono con una giovane ragazza povera che chiede il suo aiuto per vendicare il fratello, con un samurai ormai vicino alla cecità che desidera soltanto rivedere i fiori di pesco della sua città natale e con un giovane samurai inesperto, ma da cui imparerà molto e in cui rivedrà il suo più giovane. Per Feng sono incontri determinanti per far emergere di nuovo gli errori e gli sbagli che ha commesso in un passato che ancora brucia, ma che più cerca di dimenticare più i ricordi diventano lampanti e vivi fino a fargli compiere una scelta che cambierà la sua vita per sempre. Wong Kar-wai è un regista con uno stile unico, immediatamente riconoscibile e anche un film wuxia lo ha reso molto personale e intimo, con le sue inquadrature oblique, l’attenzione maniacale ai primi piani sui protagonisti, slow motion e scene action sfocate, sbavate e poco chiare, trasformando un film action in una riflessione profonda, delicata e basata sulle relazioni e gli incontri tra i personaggi. Il Feng di Ashes of time Redux è un uomo forte, privo di emozioni, ma che vive nel remoto deserto per dimenticare qualcosa, un amore svanito e mai spento, che tornerà a bruciare quando vede il giovane samurai non commettere i suoi errori, quando capisce che una vita con lei era veramente possibile, distrutta però dall’incapacità di tornare indietro, di ammettere gli sbagli commessi e concedersi un’altra possibilità.

La protagonista

Il guerriero cieco, Yaoshi e la bottiglia magica servono a completare una riflessione sul tempo e la memoria, al ruolo che il passato e i ricordi hanno nella vita dell’essere umano, di come cercare di dimenticare non fa altro che ricordare ancora più lucidamente, di come un amore perso e irrecuperabile è sempre quello più desiderato e rimpianto, tutti temi cardini nella filmografia di Wong Kar-wai e che troveranno soprattutto in In the mood for love la chiave di volta. Tecnicamente e visivamente è il film più sperimentale e azzardato del regista, dove ogni componente viene estremizzata. La fotografia è caldissima, dove il giallo del deserto cannibalizza tutti gli altri colori, la macchina da presa non resta mai ferma e corre continuamente sui volti, sui piccoli dettagli che emergono grazie a incredibili giochi di luce e al grandangolo che permette di non lasciare nascosto niente. Il risultato in Ashes of time Redux è stupefacente, il tutto diventa un grande teatro dove le maschere si muovono liberamente sul palco, interagiscono tra di loro, crescono, maturano, falliscono e si rompono in mille pezzi. Un esperimento visivo e narrativo folle, un film che mescola le carte del genere per diventare qualcosa di diverso, qualcosa che riesce andare oltre le barriere filmiche imposte dallo standard per regalare un’esperienza che solo uno come Wong Kar-wai poteva creare.

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  • ORIENT EXPRESS | La nostra rubrica sul cinema orientale

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