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Amici come Prima: perché in fondo abbiamo (ancora) bisogno di Boldi e De Sica

Uscito nel 2019 ha segnato la reunion. E oggi, con i cinema chiusi, la loro comicità è essenziale

Massimo Boldi e Christian De Sica in Amici Come Prima
Massimo Boldi e Christian De Sica in Amici Come Prima

ROMA – Quest’anno la tradizione cinepanettonistica è arrivata, per forza, a casa. I cinema sono chiusi, c’è incertezza, ma la comicità nazionalpopolare di Christian De Sica (neo settantenne) e Massimo Boldi è ancora fortemente radicata nell’immaginario collettivo. Un’unione fatta di successi, di risate, di qualche polemica e, soprattutto, di una grande rinascita iniziata nel Natale del 2019, quando al cinema arrivò il bel Amici Come Prima. E allora la domanda di rito, durante l’attività stampa, fu soprattutto quella rivolta a De Sica, su cosa significasse per lui questa reunion a tredici anni da Natale a Miami. “Fin dal primo giorno di riprese di Amici come Prima sia io che Massimo abbiamo avuto la sensazione di non esserci mai mollati davvero. C’era una sceneggiatura, ma tra me e lui sul set nasceva sempre una sorta di improvvisazione, lui è un cavallo di razza che va lasciato a briglie sciolte”, raccontò, appunto, Christian De Sica.

amici come prima
Una scena del film

E infatti, nonostante la lunga assenza, i fan della coppia Boldi-De Sica hanno continuato a sperare di rivederli insieme, alimentando quella voglia vedendo e rivedendo i video su YouTube, creando meme, mettendo in piedi vere e proprie petizioni. Insomma, il merito di Amici Come Prima, probabilmente, è da legarsi in parte alla solida fan base che attraversa almeno quattro generazioni. Dunque, il film, diretto in prima persona da Christian De Sica ma supportato dal figlio Brando, ci riporta nel mondo degli equivoci e dei sorrisi, aggiungendo un piccolo elemento che ha fatto la differenza: la malinconia. La malinconia di ricordare i tempi andati e i successi di una volta, la malinconia che il tempo passa per tutti. Anche per due giganti della commedia come loro.

amici come prima
Amici come Prima

Così, anche la sceneggiatura di Amici Come Prima, risulta alquanto adatta per la riunione: Cesare (Christian De Sica) è direttore di un hotel di lusso di Milano. Con l’arrivo di nuovi soci cinesi intenzionati a rivoluzionare tutto, Luciana (Regina Orioli), figlia di Massimo Colombo (Massimo Boldi), storico proprietario dell’hotel, licenzia per primo proprio il direttore. Cesare, rimasto senza lavoro, scopre che Luciana sta cercando per suo padre una badante, ed è disposta a spendere 5000 euro al mese pur di arginare il vivace e arzillo Massimo. Una trama semplice quella di Amici Come Prima, ma che Massimo Boldi ha definito insolita: “Credo che la storia che raccontiamo abbia diversi motivi d’interesse, perché contiene meccanismi tipici di una commedia americana o francese, e per noi insoliti e innovati dato che non potevamo dopo tanto tempo riproporre le stesse situazioni tipiche dei nostri film di una volta”.

Amici Come Prima, con un incasso di quasi 9 milioni di euro, è stato il film italiano più visto nella stagione 2018-2019. Un grande risultato, che ci riportò con la memoria alle festività natalizie degli Anni Novanta e degli Anni Duemila, quando i cinema erano davvero gremiti, tra la calca per un posto in ultima fila e l’odore di pop-corn. E oggi, con le saracinesche ancora abbassate e In Vacanza su Marte arrivato in streaming, ci rendiamo forse conto che abbiamo un necessario bisogno di mantenere intatte le tradizioni. Anche quelle inconfessabili. E, di diritto, tra le tradizioni italiane, non può mancare un’ora e mezza di sana spensieratezza con Christian De Sica e Massimo Boldi, quegli amici improbabili e leggeri che, per un attimo, fanno tornare tutto come prima.

Amici come Prima: la recensione

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