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Alessandro Siani: «Il mio cinema? Per tutti. Con quella comicità che porta speranza»

Le origini, Troisi e Totò, i pregiudizi che fanno male: l’artista partenopeo si racconta ad Hot Corn

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Alessandro Siani. Photo Credits: Giffoni Experience.

Alessandro Siani e il suo nuovo inizio. Alla vigilia del primo ciak per il prossimo film, ha anticipato al Giffoni Film Festival il rischio che vuole correre con questa quarta regia. Intanto, durante il nostro incontro, ha raccontato del passato, dei grandi idoli e anche alle difficoltà incontrate durante la gavetta. Di pregiudizi, aggiunge, ce ne sono ancora tanti: «Alcuni verso il Meridione, altri verso gli immigrati, i nuovi “diversi” del Belpaese». Impossibile stargli dietro perché, anche lontano dai riflettori, ha sempre la battuta pronta. Questa comicità, spiega, è un modo per esorcizzare la negatività del mondo, e portare avanti una speranza. Siani, sempre in movimento, parallelamente al nuovo progetto cinematografico – in sala a Natale 2019 –, pensa con nostalgia al teatro e, come ha detto ad Hot Corn, gli piacerebbe rimettere in scena Fiesta.

Alessandro Siani al Giffoni.
Alessandro Siani al Giffoni. Photo Credits: Giffoni Experience.

LA NOVITÀ «Il primo ottobre inizio a girare il nuovo film, che s’intitolerà Il Giorno più Bello del Mondo. In parte è un azzardo, perché mi rivolgerò ad un pubblico di famiglie, ma con i toni di sempre. Le riprese si svolgeranno tra Napoli – dove torno con il cuore pieno di gioia, raccontando anche luoghi meno sfruttati cinematograficamente come la Città della Scienza – Roma e la Francia. A me piace la favola, usare una location immaginaria e, questa volta, il progetto è la somma dei tre precedenti, con una strizzata d’occhio al mondo delle serie tv. Per questo m’ispiro ai lavori di Frank Capra: sono capaci di distrarci dalla bruttura di quello che ci circonda».

Alessandro Siani al Giffoni.
Alessandro Siani e gli autografi al Giffoni. Photo Credits: Giffoni Experience.

LE ORIGINI «Da dove arrivo? Papà è operaio, mamma è casalinga. Fare questo lavoro non è stato facile, ma non ho mollato. Da bambino infatti ero un timido, ma poi il cabaret mi ha cambiato. L’idea è arrivata dall’insegnante di religione che mi ha detto: “Le poche volte che vieni a scuola dimostri una grande esuberanza. Potremmo usarla per mettere su uno spettacolo”. Aveva ragione, tra i banchi mi annoiavo, preferivo starmene a casa a guardare film. La vera svolta è arrivata durante gli studi in Scienze Politiche, anche lì non capivo bene da che parte andare, ma in aula continuavo a fare casino e a distrarre i compagni. Ad un certo punto hanno cominciato ad incoraggiarmi a fare l’attore sperando che abbandonassi l’università e li lasciassi seguire i corsi in pace».

Alessandro Siani scherza con il pubblico. Photo Credits: Giffoni Experience.

TOTÒ «Per me Massimo Troisi resta il più grande comico sentimentale di tutti i tempi, ma nutro un legame speciale con Totò. Ricordo momenti difficili a casa, quando papà finiva in cassa integrazione o tornava da lavoro molto tardi. Era stanco morto, ma se ne andava in cucina, accendeva il televisore e guardava i suoi film. Non potrò mai dimenticare la casa silenziosa, a notte fonda, con il suono delle sue risate. Mi addormentavo così: è stato allora che ho capito la forza della comicità e l’impatto che aveva sulla vita di qualcuno».

Alessandro Siani
Alessandro Siani al Q&A. Photo Credits: Giffoni Experience.

NORD E SUD «Nelle divisioni dovremmo trovare punti in comune. Se chiedi l’ora a Milano, ti rispondono: “Sono le 15 e 40 precise”. Alla stessa domanda a Napoli ti dicono: “Ma perché vuoi saperlo? Tieni qualcosa da fare?”. Ecco, è tutto qui. Spesso il napoletano nell’immaginario collettivo era al primo posto nella classifica al pregiudizio, ora ha perso una posizione perché sono gli immigrati l’oggetto del nuovo odio. Servirebbe tolleranza perché non c’è niente di più bello della libertà. C’è spazio per tutti».

Alessandro Siani al Giffoni.
Alessandro Siani sul palco del Giffoni. Photo Credits: Giffoni Experience.

POLITICALLY CORRECT «Oggi non si può più far ridere su nulla perché scatta la polemica, ma non è una questione personale, sta diventando un’abitudine collettiva, quasi una moda. La verità però è che dipendiamo dagli spettatori, se a loro qualcosa piace allora vuol dire che stiamo andando bene. Personalmente non faccio differenza di genere, puoi arrivare dal teatro o venire dal web, quello che conta è offrire un prodotto nuovo. Anzi, ad ottobre arrivano al cinema I Soldi Spicci, con un film che ho prodotto. Mi dà gioia la possibilità di dare spazio agli altri, perché so bene quanto sia difficile avere una possibilità nella vita…».

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