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Al Pacino, Robert De Niro e la grandezza assoluta di un cult chiamato Heat

Michael Mann, il libro di Edward Bunker, la passione di Nolan. Perché amiamo Heat – La sfida?

Al Pacino, Robert De Niro e Val Kilmer in un dettaglio del poster di Heat - La sfida.

ROMA – «Come andiamo? Te la prendi una bella tazza di caffè con me?». Lì, a circa metà delle tre ore di film, c’è l’inchinata tra due nomi che, a metà degli Anni Novanta, portandosi sulle spalle altri quindici o venti anni di ruoli indimenticabili, erano il riassunto di cosa significasse il cinema. Sia chiaro, ancora oggi, nonostante tutto, sono e resteranno per sempre Robert De Niro e Al Pacino, ma in quei dieci minuti di scene c’è la scintilla, l’intuizione, la grandezza assoluta. Il merito di quel caffè offerto dal detective Vincent Hanna (Pacino) al criminale Neil McCauley (De Niro) e dei correlati flussi di coscienza al tavolo del bar, è tutto di Michael Mann – probabilmente solo uno tosto come lui, in quel periodo storico, poteva riuscire a farli incontrare, illuminandoli con le luci al neon di un diner di Los Angeles – che nel 1995 tirò fuori dalla macchina da presa uno tra i più memorabili film della storia: Heat – La Sfida.

Face to face: Al Pacino e Robert De Niro.

Quel film, imponente per durata, produzione, realizzazione e annesso, fortissimo successo – 187 milioni globali, calcolando l’inflazione, sono tanti – era la bellissima copia di una bozza dello stesso Mann, ovvero il film tv Sei solo, Agente Vincent (L.A. Takedown), ispirato alla storia vera di un gatto e di un topo, in una nobile caccia tra loro e tra le loro stesse personalità. Tra l’altro, in un incrocio di storie, la vicenda gliela raccontò Chuck Adamson, ex sbirro di Los Angeles, divenuto consulente e amico di Mann durante le riprese di un altro capolavoro: Strade Violente. Ma, se pur ambizioso, quel film tv non poteva contenere la potenza di una storia, ancora oggi, memorabile e colma di richiami metaforici, quasi religiosi. Così, con la sceneggiatura che, anno dopo anno, frullava in testa a Mann, si è passati all’azione, dura e pura, a cominciare dal primo comandamento: far leggere a tutto il cast Come una bestia feroce, primo romanzo di Edward Bunker (in Italia edito da Einaudi) che, di per sé, visto cosa abbia lasciato alla scrittura e al cinema, meriterebbe un capitolo a parte.

heat - de niro
Il quadro di Michael Mann.

La storia di Heat, del resto, con una Los Angeles carnivora e protagonista, è quella di due personalità diverse eppure complementari. Il ladro e il poliziotto, il buono e il cattivo, il cacciatore e la preda. C’è un abisso tra loro, risalito a nuoto verso quell’incontro, quel caffè che sa di momento storico. Pacino e De Niro, Hanna e McCauley. E, alla fine dei giochi, con una corsa a perdifiato senza esclusione di colpi, lo spazio scenico e significativo non può più reggerli. Come se il carico, talmente pesante, cedesse, dopo un viaggio di sequenze, volti, momenti, che fanno di Heat qualcosa in più. Tutto è studiato, tutto è incollato, tutto è parallelo tra quelle strade brutali, con la trama semplice quanto complessa. Un rapinatore spietato e un ligio tenente, in mezzo tante storie e fotografie da grande romanzo americano (c’è Val Kilmer, Jon Voight, Tom Sizemore, una giovanissima Natalie Portman) concatenato in un effetto domino, forse biblico.

heat - la sfida
Michael Mann e quel momento sul set.

Ed ecco perché, riassaporandolo con calma, il caffè di Heat, offerto ma non bevuto – insomma, c’è comunque un codice da rispettare, e Hanna e McCauley conoscono perfettamente le regole del gioco – è uno dei capitoli da libro di scuola, con due che non mollano un centimetro, che non danno spazio alla vita regolata. «Mi ci vedi a rapinare un negozio di liquori con scritto in fronte “arrestatemi, sono un perdente”?». «No, in effetti no». «Bravo. Non tornerò mai in prigione». «Allora è meglio che tu cambi lavoro». No, non gli basta la partita in tv e il barbecue, Pacino e De Niro (già assieme ne Il Padrino – Parte II ma mai, prima di allora, faccia a faccia) perché sono fatti di un’altra miscela che, unita, diventa esplosiva. Si parlano, si scrutano, si confidano, quasi dolcemente, ad armi basse, per una volta e una soltanto. Basta questo. A loro e a noi. Così poco, così tanto.

  • IL FILM | Potete recuperare Heat – La sfida su CHILI qui
  • VIDEO | Mann, Pacino e De Niro parlano di Heat con Christopher Nolan.

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