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Il caso | The Umbrella Academy, favole nere tra Tim Burton e i My Chemical Romance

La serie tratta dai fumetti di Gerard Way? Un giocattolo cupo e pop costruito alla perfezione

Sette sono i vizi capitali. Sette sono i giorni della settimana. Sette sono gli Dei della felicità, almeno secondo il buddismo. Sette, sono le probabilità per Buster Keaton ed ecco che sette sono anche i fratelli Hargreeves, adottati dall’oscuro Sir Reginald, dopo essere nati da donne che, prima di darli improvvisamente alla luce, non erano nemmeno incinte. Apparizioni divine insomma e non a caso ognuno di loro, tranne Vanya – che però sa suonare divinamente il violino – ha anche un potere speciale che lo rende una creatura complessa e conflittuale.

Il cast di The Umbrella Academy.

Per intenderci, nessuno sa volare o sparare ragnatele però c’è chi, provando a viaggiare nel tempo, si è imbattuto in un’imminente fine del mondo. Fin dall’incipit, che ricorda quel capolavoro di Watchmen – e non è un caso, forse, che Netflix anticipi proprio la serie HBO tratta dall’opera di Alan Moore e Dave Gibbson – The Umbrella Academy ammette subito di essere qualcosa di differente all’interno del panorama dei supereroi, sia televisivo che cinematografico, oltre gli universi di Marvel e DC Comics.

The Umbrella Academy

Basata sul fumetto edito dalla Dark Horse – arrivato in Italia grazie a Bao Publishing – scritto e ideato da Gerard Way, ovvero l’ex frontman dei My Chemical Romance, e disegnato dal brasiliano Gabriel Bá, lo show, nei suoi personaggi, nelle sue inflessioni e nel cosmo tra battaglie dell’anima e del collettivo, caratterizza in modo pressoché perfetto una famiglia che più (a)normale non si può.

The Umbrella Academy versione fumetto.

C’è un padre adottivo distaccato e lacunoso, incapace di provare (forse) amore per quei ragazzi speciali, spingendoli al limite dell’Io, dell’Es e del Super Io. Infatti, la serie, portata su Netflix da Steve Blackman, mischiando i primi due volumi dei fumetti (La Suite dell’Apocalisse e Dallas), ha per protagonisti un gruppo di supereroi in lotta contro l’Armageddon, ma l’aspetto passa in secondo piano quando capiamo che i messaggi sono, per così dire, molto più alti. Costruita per aspetto, stile, messa in scena, come farebbero Wes Anderson, Tim Burton o Paul Thomas Anderson – la casa e il suo cosmo, una famiglia disfunzionale, le parole marmoree eppure dosate al millesimo – The Umbrella Academy stravolge ciò che abbiamo visto fin ora in fatto di fumetti, sussurrando che per essere super, bisogna essere normali.

Aidan Gallagher è il Numero 5.

Allora, ecco che Numero 7/Vanya, interpretata da Ellen Page, pur non avendo (forse) poteri, è il collante involontario tra tutti gli altri sei, tornati in quella grande villa per la morte (misteriosa) dell’odiato/amato padre. E, con loro, torna anche Numero 5 – Aidan Gallagher, ne sentiremo parlare, con quella faccia un po’ alla Jake Gyllenhall, un po’ alla David Schwimmer –, sparito anni prima, viaggiando su e giù per il tempo fino ad un’Apocalisse in procinto di spazzare via l’umanità.

Tra Wes Anderson, Paul Thomas Anderson e Ray Bradbury.

Tutto, in The Umbrella Academy, è luce e ombra. Da i personaggi, Spaceboy alias Tom Hopper, fuggito sulla luna e innamorato del silenzio, il malinconico Medium, interpretato da Robert Sheehan, con la musica nelle orecchie e la droga nelle vene per non sentire l’urlo delle anime dannate, fino alla bellissima Voce, con il volto di Emmy Raver-Lampman, alla colonna sonora, che riesce ad ”entrare” nel momento più adatto.

Il funerale…

E la tracklist è di quelle che rimangono: i Kinks, Paloma Faith, i Queen, Nina Simone, David Gray, i Radiohead, i Doors e tanti altri che, a ricordarli, viene subito voglia di ricominciare la serie dal primo episodio. Allora, quella citazione di Godard sulla televisione, il cinema, i ricordi e l’oblio, oggi, andrebbe rivista e corretta. Perché The Umbrella Academy, mescolando gli X-Men, Ray Bradbury, John F. Kennedy e Dio, di ricordi ne crea, eccome. E quando uscite, ricordate di portare l’ombrello. Potrebbe servirvi. Anche in una giornata di sole.

  • Qui vedere il trailer di The Umbrella Academy:

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