ROMA – Nel ritorno a Zootropolis c’è una magia che non si vede, ma che si percepisce in ogni fotogramma: la luce. È quella luce che definisce l’atmosfera, guida lo sguardo e racconta emozioni prima ancora che la storia prenda forma. A lavorarci c’è anche un italiano, Simone Iannuzzi, Lighting Artist e Compositor che nel nuovo Zootropolis 2 contribuisce a dare ritmo, profondità e identità alla città dei mammiferi più celebre della Disney.
Il suo ruolo arriva alla fine della catena produttiva, quando ogni elemento – modelli 3D, texture, animazione, effetti – ha bisogno di essere unito e trasformato in un’immagine definitiva. La sfida è rendere vivi personaggi e ambienti, trovare la tonalità emotiva giusta e far convivere coerenza e stupore, soprattutto in un mondo in continua evoluzione come Zootropolis. Questa volta la sfida è stata ancora più complessa, grazie all’arrivo di nuove ambientazioni e nuovi personaggi, tra cui Gary, il serpente che mette sottosopra la città e introduce superfici, riflessi e comportamenti luminosi completamente nuovi da gestire.
Il percorso di Simone, però, inizia molto lontano da Vancouver. Cresciuto in Sicilia tra i classici Disney e i primi film Pixar, ha coltivato il sogno dell’animazione fin da bambino. In Zootropolis 2, la sua luce contribuisce a costruire un mondo familiare e insieme nuovo, capace di sorprendere e di emozionare ancora, ricordando che anche nei mondi animati sono i dettagli invisibili a fare la differenza.
- VIDEO | Guarda qui l’intervista completa a Simone Iannuzzi:
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